terra promessa, terra perduta

Sentivo l’altro giorno a radiotremondo che ricorre il 60ennale della fondazione dello Stato d’Israele. Già, era il 1948. Per gli arabi palestinesi si tratta dell’anniversario di un altro evento, assai meno da festeggiare ma ugualmente da non dimenticare. Si tratta della nabka, in arabo credo significhi “la catastrofe”, ossia la diaspora dei palestinesi che nel 1948 sono fuggiti e hanno abbandonato la loro terra e le loro case. Mentre ascoltavo un’intervista su questo alla radio, mi sono ricordata di un romanzo, Nostalgia, dello scrittore israeliano Eshkol Nevo. Il libro contiene varie storie intrecciate, di arabi palestinesi ed israeliani, e una delle più toccanti, che rendono il libro meritevole di lettura, è quella del muratore arabo palestinese Saddiq, che mentre lavora in un cantiere riconosce la casa da cui la sua famiglia è dovuta fuggire - la riconosce dal ricordo dei racconti della madre -, la casa di cui possiede ancora la chiave. Il desiderio di tornare a casa - nella casa della sua infanzia - porta a conseguenze prevedibili.

Ritornano le conversazioni dal basso

E’ ormai un appuntamento fisso, a Pesaro in primavera e a Urbino in autunno.
Domani 9 maggio, dalle ore 10, docenti e studenti dei corsi di laurea in comunicazione dell’Università di Urbino (facoltà di sociologia) conversano con blogger ed esperti di social media. Alcuni di questi blogger sono giornalisti, come Massimo Russo, ormai membro dello staff delle conversazioni dal basso, e Vittorio Zambardino, che abbiamo voluto invitare a tutti i costi, insistendo anche un po’ ;) , perchè ci parlasse del suo bilancio dell’esperienza di Netmonitor, che abbiamo seguito con passione e divertimento, e che ci è sembrata molto positiva. E molto coraggiosa, ho già avuto modo di scrivere qui. Nella conversazione dedicata al rapporto tra classici media di informazione e social media in relazione all’ultima campagna elettorale italiana oltre a me, loro e agli studenti Thomas ed Edoardo saranno protagonisti Nicola Mattina e Antonella Napolitano, consulenti di comunicazione e social media che hanno lavorato al progetto del Sole24ore, 10 domande.
Che dire: vi aspettiamo!

il mio 25 aprile in Second life

Capita che passando tanto tempo in sl anche quel luogo si meriti di assumere colore, significati profondi. E possa diventare luogo di affermazione di valori, un luogo dove cantare urlando. Come è nato il progetto Mondine in Second Life, a partire dalle mondine in rl, lo racconta Elena qui. Ne sottolineano significati ed emozioni Giovanni e Fabio. Io non ho fatto granchè, ho solo guardato e mondato il riso. Ma sono contenta di essere stata presente a questo atto fondativo, della costruzione della risaia.

Si può aderire al gruppo se si condivide il progetto, che nei prossimi giorni evolverà con il contributo di tanti. Vi aspettiamo numerose/i, sia nella prima che nella seconda vita. Sia a casa Cervi che nella risaia sospesa in una sky box nella land di Genesi Italia. Grazie a tutti.

Aggiornamento
: per visitare la risaia delle mondine in Sl andate qui.

il mio 25 aprile

Domani a casa Cervi, famiglia di partigiani trucidati nella campagna reggiana, oggi museo Cervi, dalla mattina e soprattutto dalle ore 16, con i Fiamma Fumana e le mondive di Novi, Cisco, La casa del vento e tutti gli altri, come da programma qui. Con Fabio, Giulia, Marianna, Maurizio, Elena, ………. e tutti gli altri 6.994 partigiane e partigiani che prendono il testimone e cantano.

alla ricerca degli antenati/3

Nelle società che hanno qualche problema con le loro radici (e quindi con il loro futuro, non tanto con il loro passato) proliferano le ricerche degli antenati. Si cercano gli antenati attraverso siti Internet dedicati alla ricerca genealogica, di cui ho parlato qui, o attraverso la ricostruzione minuziosa di esperti di genealogica che scartabellano negli archivi o attraverso ricerche in laboratorio sul Dna.
Capita anche che chi cerca i propri antenati arrivi a desiderare di visitare i luoghi in cui essi hanno vissuto. Così negli ultimi tempi si è sviluppata una nuova forma di turismo, una forma di turismo della memoria: il turismo genealogico. I principali territori interessati da questi nuovi flussi turistici sono i paesi che hanno originato le grandi migrazioni del Novecento, dalla Scozia all’Abruzzo, dall’Irlanda alla Germania. Al turismo genealogico è dedicato l’interessante articolo di Laura Cattani che aspettavo uscisse da tempo, pubblicato finalmente oggi sulla Repubblica delle Donne (N. 594, pp. 166-167). Con un mio piccolo contributo.

silenzi/ancora su blog e politica

Può capitare di stare dalla parte delle mondine, dei partigiani, di specie (sociali e culturali) dichiarate in via di estinzione e (forse non a caso) di trovarsi senza rappresentanza in Parlamento. Può capitare in un paese che si chiama Italia.

Capita allora anche questo (in ordine sparso e anche confuso):

- che verrebbe voglia di chiudere il blog. Per una che pensa che scrivere in pubblico significhi prendere posizioni, fare cultura e quindi “fare politica”, il rafforzamento dei partiti più tradizionalmente intesi e assai poco dal basso fa riflettere, e non fa pensare tanto bene.

- che verrebbe voglia di fare davvero politica, sul serio, con un’azione che non si fermi alla comunicazione in pubblico, in rete. Viene, a me, il fondato dubbio che il fare politica con i blog sia un modo per risolvere problemi interiori (desideri di fare qualcosa) senza poi arrivare a fare un accidente, senza cambiare niente.

Visto che pensieri migliori in questo momento non mi vengono (e rispondo qui a Fabio), per questo non avevo ancora detto niente finora. Ma se aspetto pensieri migliori, chissà quanto tempo dovrà passare…

Per questo sono ancora più convinta di prima (questo sì) che il 25 aprile lo passerò insieme alle voci delle “mie” mondine e dei “miei” partigiani. Insieme ai miei antenati insomma, per avere una visione sensata del futuro.

memorie resistenti

sono indecisa su quello che farò il prossimo 25 aprile. ci sono vari luoghi in cui vorrei essere a ricordare la Liberazione, la resistenza e i miei antenati, concreti o ideali. sono indecisa tra la Rinascita, la mia Piazza Maggiore e la casa Cervi, dove canteranno insieme 7000 partigiani. 7000 partigiani, non sono pochi, soprattutto di questi tempi, in cui le memorie resistenti sembrano avere vita dura. ho già promesso che se non ci sarò tutta intera, ci sarò sicuramente con il cuore, a casa Cervi, il 25 aprile 2008, a cantare insieme ai 7000 partigiani.

L’iniziativa 7000 partigiani che cantano a casa Cervi è promossa dal gruppo Mondine 2.0 - Di madre in figlia, che dopo aver raccolto l’adesione di 100 blogger all’iniziativa (io sono la numero 4!!!!) ha rilanciato e vorrebbe raccogliere 250 blogger: per adesioni andate qui, per scaricare il badge qui.

Ecco il libretto della giornata, scaricato via Stellavale, per chi volesse già cominciare a cantare…

un po’ di torta


3 aprile 2008

non solo memoria

lo so, sto trascurando il blog. questo blog. ma è che in questo periodo mi sono buttata su una nuova ricerca che non capivo, all’inizio, se era un delirio o se mi portava da qualche parte. propendo per la seconda ipotesi. è una ricerca sul consumo in second life. non c’entra granché con la memoria, ho qualche remora a parlarne qui. scherzo.

Se Marx (sì, Karl) fosse atterrato in alcune land, avrebbe forse pensato che Sl è un’immane distesa verticale di merci.

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o un’immane distesa orizzontale di scatole :)

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la politica dei blog

Ieri Antonio Sofi era a lezione a Urbino, da Giovanni, a parlare di blog e politica. Non è mio compito né raccontare il seminario, né commentarlo. C’è chi lo farà molto meglio di me.

Voglio solo ricordare una affermazione di Antonio, per me cruciale, che da sola valeva il seminario: scrivere in un blog è un atto politico. Scrivere un blog è politica. Ho sentito che è profondamente vero, per me.

la bio-memoria del mondo

I mormoni conservano gli archivi genealogici in grotte scavate nelle montagne. Gli scienziati norvegesi conservano in grotte di ghiaccio le informazioni sulla biodiversità vegetale del mondo. E’ di qualche giorno fa la notizia dell’inaugurazione ufficiale di quella che è stata metaforicamente chiamata l’Arca di Noè dei semi, gallerie a pochi chilometri dal Polo Nord che conservano i semi delle specie che potrebbero essere distrutti da catastrofi naturali o causate dall’uomo. Non so dove, ho letto che al finanziamento è interessato Bill Gates (la sua fondazione). Non solo lui, leggo qui. Notizia da non sottovalutare.

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immagine via

maglietta rossa la trionferà

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non è né una minaccia né una previsione politica. è l’inno* della squadra di rugby di Treviso, Tarvisium 69, con cui Marco Paolini apre il suo documentario sul rugby. Inno che, al di là della politica, tutti hanno cantato da quando la squadra è nata, nel lontano 1969. Perché, dice Paolini, “il rugby è più forte della politica”. Uno sport che può piacere se ami la terra, perchè ti ci trovi spesso a contatto, dice una giocatrice di rugby a Paolini. Programma strano, inedito, la cui visione consiglio vivamente. In diretta, visto che è proprio ora su la7. Della serie la tv può essere anche questo.

*Dimenticavo: la musica è ovviamente quella che immaginate.


about the blog

questo è il mio blog, in cui scrivo delle COSE che mi toccano e, attraverso di loro, della memoria e della comunicazione. Roberta Bartoletti

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zambardino e il suo Netmonitor

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