ho letto questa parola – ciclostile – qualche giorno fa e continua a frullarmi nella mente.
che tenerezza.
era una parola che non sentivo pronunciare da secoli.
non potevo non dedicare un piccolo articolo a questo oggetto di memoria. oggetto da museo. assolutamente démodé.
vorrei un blog che tra i suoi antenati può vantare un ciclostile. si può?




anche io adoro gli oggetti di memoria. e a volte anche le parole di memoria.
ciclostile è entrambe
Non so se la generazione di Valentina ha avuto modo di usarlo. La mia sì (sic).
Il ciclostile era la tecnologia rudimentale con cui preparavamo il nostro giornale di scuola, alle superiori (ITCS Rosa Luxemburg), e i nostri volantini di protesta all’Università (Facoltà di Scienze Politiche di Bologna, indirizzo politico-economico) – nostri di un gruppo ristretto di amici studenti militanti organizzati ma non troppo.
Serviva una matrice e una macchina da scrivere, se mi ricordo bene. Io avevo una Olivetti bianca, lettera 25 credo. E bisognava evitare di fare errori, altrimenti si doveva cominciare da capo. Se si voleva inserire nel volantino un disegno, una vignetta o fare un titolo grande, si poteva farlo direttamente a mano sulla matrice. Che in un certo senso era quindi multimediale
terGrazie a Sarah scopro questo Blog e ritrovo un vecchio compagno: il ciclostile! Oltre ai succitati usi, a me era utilissimo per copiare le parti staccate delle singole voci di un coro: un righello, una penna Bic, pazienza e molta attenzione e poi, dopo tanti colpi di manovella quanti esemplari servivano, ecco le copie, pronte per il ritaglio e per finire in mano ai coristi. ‘In illo tempore’ – tanto per fare sempre qualcosa di diverso dai miei coetanei – scoprivo la nascita della stampa tipografica della musica, e col ciclostile del coro mi pareva di ricalcare le orme di qualche Andrea Antico o Dorico, personaggi che non si rassegnavano ai piombi, e che quasi sembravano voler conservare a tutti i costi l’uso della mano nell’atto scrittorio, foss’anche nella preparazione di una matrice destinata ai torchi…
Figuratevi quando cerco di spiegare le implicazioni di tutto ciò in un paludatissimo quanto esoterico corso universitario di filologia musicale! Ormai, persino la parola «dattiloscritto» va spiegata accuratamente…
Tutte parole, oggetti della memoria… Ma l’interesse che suscitano negli studenti (e negli ’studiosi’!) è inversamente proporzionale alla riflessione che meriterebbero nella nostra contemporaneità virtuale e digitale. Valete!
Grazie a Sarah scopro questo Blog e ritrovo un vecchio compagno: il ciclostile! Oltre ai succitati usi, a me era utilissimo per copiare le parti staccate delle singole voci di un coro: un righello, una penna Bic, pazienza e molta attenzione e poi, dopo tanti colpi di manovella quanti esemplari servivano, ecco le copie, pronte per il ritaglio e per finire in mano ai coristi. ‘In illo tempore’ – tanto per fare sempre qualcosa di diverso dai miei coetanei – scoprivo la nascita della stampa tipografica della musica, e col ciclostile del coro mi pareva di ricalcare le orme di qualche Andrea Antico o Dorico, personaggi che non si rassegnavano ai piombi, e che quasi sembravano voler conservare a tutti i costi l’uso della mano nell’atto scrittorio, foss’anche nella preparazione di una matrice destinata ai torchi…
Figuratevi quando cerco di spiegare le implicazioni di tutto ciò in un paludatissimo quanto esoterico corso universitario di filologia musicale! Ormai, persino la parola «dattiloscritto» va spiegata accuratamente…
Tutte parole, oggetti della memoria… Ma l’interesse che suscitano negli studenti (e negli ’studiosi’!) è inversamente proporzionale alla riflessione che meriterebbero nella nostra contemporaneità virtuale e digitale. Valete!
ehi ma un blog sul ciclostile! bello bello. io sono di un’altra generazione, non ho mai visto un ciclostile dal vivo, ma mi interessa perche sto facendo una ricerca per l’università. se qulcino vuole dirmi qulcosa di inedito sul ciclostile che nn si trova su internet o nei libri…
ma secondo voi è possibile trovarne ancora in giro?
@irene: da usare, non credo, ma da vedere sì, non ricordo dove ne ho visto uno recentemente
ciao sarei anche alla ricerca di un torchio da stampa….mi servono per il mio progetto. è davvero difficile trovare vecchie macchine tipografiche. non sono riuscita ad avere notizie neanche sul web! tu ne sai qualcosa.
ti ringrazio tanto.
ciao irene, se vuoi posso darti qualche dritta;
questa la mia (piccolissima) collezione:
http://www.flickr.com/photos/typomania/
se ti va fatti viva a ju – trattino basso – lenz chiocciola libero.it
ciao