Sono professore associato (al femminile) in sociologia della cultura e della comunicazione. In questa prospettiva insegno sociologia degli oggetti di consumo, della globalizzazione culturale e da quest’anno del brand alla Facoltà di Sociologia dell’Università degli Studi di Urbino “Carlo Bo” nei corsi di laurea in scienze della comunicazione e in comunicazione pubblicitaria.
Vivo a Bologna, dove sono nata.
Altre informazioni sul mio lavoro le trovate qui (convegni e pubblicazioni), qui (ricerche in corso) e sul sito dei sociologi che si occupano di comunicazione e cultura nelle università italiane, del cui consiglio scientifico da ottobre 2008 faccio parte.
Il mio profilo Linked in.
Qualcosa di più sul mio (per ora) ultimo, amato e sudato libro.
La mia e-mail: roberta.bartoletti@uniurb.it
In questi ultimi mesi mi sto occupando di memoria e consumi, di consumi nei mondi online e nei social network, di Grandi Madri, e su questo sto scrivendo e/o progetto di scrivere prossimamente.




Grazie, Roberta, per il tuo intervento sul mio blog e per la segnalazione di “mediamondo”, continuerò a seguire il discorso.
Torna a trovarmi quando puoi, farò altrettanto.
Grazie
conci
Cara Roberta,
scuzi per il mio italiano. Io sono giornalista al quotidiano Clarín di Buenos Aires, il piú importante della Argentina. Mi trovo lavorando i un’articolo su Barbie, perché in Buenos Aires si aprirá il primo Barbie Store nel mondo.
Richercando sul’Internet ho trovato che Lei ha scritto un articolo su Barbie come oggetto identitario, e vorrei chiederLe, si è possible, qualque righe su come questa bambola si è conversa in un vero oggetto culturale che trasponde frontiere e anche diverse etá (donne che hanno giocato con Barbie e adesso le sue figlie giocano con la stessa bambola), e come una bambola construisce l’identità di una bimba (è, anche, della futura donna che lei sará).
Tante grazie per il suo tempo e se per Lei è possibile aiutarme, spero che mi scriva alla mia e-mail. Cari saluti
Adriana Santagati
sulla memoria (politica della memoria in Europa e politica della memoria in Polonia) segnalo questo blog: http://paolomorawski.splinder.com/
best pm
grazie a Paolo per la segnalazione
Egregia Professoressa
sono uno studente dell università di Bologna sede di Rimini presso il corso di laurea Di economia e gestione dei servizi turistici.
Visto e considerato che sto scrivendo il mio elaborato finale sul Turismo della memoria, parlando di luoghi di sterminio, campi di concentramento e per poi finire sullo sbarco di Normandia, volevo chiederle se poteva consigliarmi dei libri dove poter trovare del materiale.
Tra l altro vorrei fare una distinzione tra il turismo della memoria e il dark tourism(spesso le due tipologie non vengono separate).
Cordialmente Vito
Di recente ho avuto l’occasione di leggere alucni contributi allo studio della cultura materiale, specie nell’ambito dell’antropologia. Ció che Miller e altri (Bill Brown, in ambito letterario) hanno messo in evidenza é la capacitá degli oggetti di sottrarsi alle funzioni simboliche ad essi assegnate nella cultura contemporanea – e tra questi la funzione “mnemonica”, di mediazione tra presente e passato. Gli oggetti affermano la loro materialitá nel momento in cui fuoriescono dai circuiti di produzione e consumo (gli scarti), si sottraggono alla manipolazione dell’uomo (l’oggetto che si rompe) e smettono di parlare del soggetto – della sua storia, della sua societá, della sua identitá. E’ questo il motivo per cui simpatizzo con questi autori: la rivendicazione della materialitá delle cose – intesa nel senso sopra descritto – é un modo di resistere alla diffusa tendenza contemporanea di ridurre le cose in segni, rappresentazioni.
Ciaoo…sarei interessato ad uno scambio link nel blogroll.se t’interessa fammi sapere!grazie mille e a presto
Ciao, ti andrebbe uno scambio link col mio blog Geekblog?
grazie 1000! http://www.geekblog.it
Claudia