Archivio per la categoria 'Bologna'

ciò che non può essere detto deve essere taciuto

ovviamente non è una frase mia, né merito mio averla ricordata. l’ho sentita giovedì, durante la lettura al MAMbo di Paolo Nori che tra le tante cose serie e profonde che ha detto ha tirato fuori Wittgenstein. da giovedì sera questa frase mi risuona nella testa, vorrà pure dire qualcosa.
è una verità che non ha parole che possano spiegarla, raccontarla. prendetela così. quel che non può essere detto deve essere taciuto.

Nati oggi

Ieri sono stata alla manifestazione sulla scuola a Bologna, perchè non credo di dover insegnare alle superiori per esserne toccata. Dalle elementari all’università, per quanto mi riguarda è la stessa posta in gioco.
C’erano pochi adulti, e tanti ragazzi. Ragazzi delle superiori, si riconoscono dalle facce da ragazzini. Io li riconosco perchè noto che sono più piccoli dei miei studenti, universitari. Ma solo da quello, perchè non ci sono gli striscioni delle scuole a cui appartengono a identificarli. Nemmeno uno ne vedo, mentre ripercorro il corteo dalla coda alla testa. Una massa omogenea e fluida di ragazzini e di ragazzi, indistinti da appartenenze. Un’onda lunga di singoli studenti, tutti insieme, non separati, non agglomerati in blocchi visibili.
Si distinguono quasi solo per l’età, gli studenti medi dagli universitari. Gli striscioni, i cartelli, molto fatti in casa. Molto improvvisati, amatoriali, come dire. Senza una mano esperta dietro, intendo una mano militante. Artistici, creativi, sia nelle forme che nelle espressioni, negli slogan, nelle battute (“anche i muri hanno orecchie, ma le vostre orecchie sono murate“, recitava un biglietto infilato a fianco di un portone di cittadini che non scendono con loro a manifestare). “La crisi la pago io, ditemi quant’è“, biglietti infilati nei tergicristallo delle auto. Verso la testa, gli universitari hanno qualche striscione che identifica la facoltà, e il mestiere che vorrebbero poter fare.
Un’impressione, forse ancora troppo personale, ma la esprimo qua: questi ragazzi, questi ragazzini, sono nati oggi. Sono nuovi. Non assomigliano a quelli che facevano i cortei negli anni passati, sicuramente non a quelli degli anni ‘80, i miei coetanei. Non hanno forme dettate dalle organizzazioni istituzionali della politica – le associazioni giovanili dei partiti, per intenderci. Nati oggi, sono qui a improvvisare e inventarsi una presa di parola che nessuno ha insegnato loro. Che sentono come necessità.
Alla faccia della strumentalizzazione.

Mi indigna enormemente che da molte parti si cerchi di zittirli, di svilirli, di non ascoltarli. Lasciateli parlare, nemmeno io so bene cosa ci vogliono dire.

(continua)

Bologna c’è

oggi manifestazione anche a Bologna contro l’attacco alla scuola pubblica, dalle elementari all’università: studenti medi e universitari, chimici che reagiscono, veterinari che non amano i somari, studenti dams tagliati e cancellati, studenti di scienze politiche arrabbiati, di scienze della formazione indignati, ….

… studenti pacifici aggrediti, un poco mi sa anche menati: il corteo si stava dirigendo verso la sede di Confindustria, quando in via Castiglione si è trovato la strada sbarrata da una camionetta blu, della celere direi. Messa di traverso a bloccare la strada, proprio all’inizio del portico del liceo Galvani (chi è di Bologna mi intende). La polizia blocca il corteo, e a un certo punto inizia la carica, tutti corrono indietro, un attimo di paura e di confusione. Ma i ragazzi non se ne vanno, e finalmente il corteo procede, a dispetto del blocco della polizia.

“Noi la crisi non la paghiamo!”, uno degli slogan tra i tanti. Sarà per questo che si è tentato di fermarli?


immagine da uniurb in lotta, 28 ottobre 2008

c’è un modo migliore di fare politica

per riuscire a parlare di politica alla festa dell’unità bisogna varcare la soglia delle cucine.
parlando con un volontario – Augusto – mi sono ricordata che c’è un modo migliore di fare politica.

Bologna a stelle e strisce

Se Cazzola avesse accettato la candidatura a sindaco, e avesse vinto le elezioni, il giorno dopo avrebbe venduto Bologna (la città) agli americani? Lezioni di capitalismo su tutte le pagine locali.

bandiera rossa (e blu) la trionferà?

Post apotropaico.
Questa bandiera, appesa a un balcone dietro casa mia, a meno di 10 minuti a piedi dallo stadio, è stata cucita a mano da una signora per i suoi figli, allora bambini, 40 anni fa.
44 anni fa il 6 giugno il Bologna ha vinto lo scudetto, fate voi.

Post apotropaico. Che oggi si decida positivamente la partita, così che il Bologna possa festeggiare il suo centenario in Serie A. 1909-2009. Così Ivo sarà contento.

giornata della memoria

Che dire. Se l’invenzione della giornata della memoria serve a far fare gite scolastiche ad Auschwitz, ben venga. Ma a parte ciò, che dipende poi dalla buona volontà degli insegnanti, non mi pare sia una grande idea. Un’altra festa, insomma. No comment.

Oggi ero nei boschi intorno a Bologna, e Marco ci ha fatto scoprire tutte le trincee che avevano scavato i tedeschi durante la lunga permanenza del fronte in Appennino, prima della liberazione dell’aprile 1945. Ecco il mio post per la giornata della memoria.

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trincee tedesche su Monte Mario

ho incontrato un partigiano

stamattina, in autobus. lo prendo come un segno del cielo, o del destino, come preferite.

specie in via di estinzione

la settimana scorsa – ero scesa al bar a prendere un caffè – ho assistito a una scena strana, sembrava di essere in un sogno o in un film. dalla nebbia che stritolava Bologna è uscita fuori una macchia rossa, un corteo di operai con le loro bandiere e i loro tamburi. ho pensato, anzi neanche pensato, non c’è stato bisogno di un ragionamento, ho sentito di assistere a un fenomeno strano, come a un’apparizione, come se fosse un fantasma.
gli operai non esistono più, quasi quasi mi avevano convinto. e infatti non sembravano mica veri, erano delle immagini, un miraggio, che prima o poi sarebbe stato nuovamente inghiottito dalla nebbia, ne ero certa. così è stato. ma mentre me ne tornavo a casa, e mi montava il nervoso, mi era assolutamente chiaro che ci avevano raccontato una balla colossale. e quasi ci eravamo cascati.
ecco, anche questo, secondo me, può essere visto come un problema di memoria.

avevo rinunciato a scrivere questo post, fin troppo intimo, ma poi ho letto questo articolo nel blog di Pino, e ho cambiato idea.

Aggiornamento: leggete anche questo articolo satirico di Michele Serra sull’Espresso, segnalato da Stefania.

se muoio stanotte

oggi wu ming 1 e wu ming 4 sono venuti da bologna a urbino per parlare del loro lavoro di narrazione collettiva, e in particolare di Manituana.

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Sono state tre ore molto positive, per me, e in segno di ringraziamento segnalo la storia di Ettore, tra i protagonisti del loro penultimo romanzo – “54″ – partigiano che ha partecipato alla mitica battaglia di Porta Lame a Bologna. Eccone una traccia sonora qui.
Della serie: parlare degli antenati (ascoltarli) è un modo per riflettere profondamente sul presente (e sulla sua complessità, ci ricordavano i wu ming).

una rete al femminile?

Mentre nella blogosfera si parla di cicli mestruali (io rimando a quanto avevo già scritto qui), vorrei sottolineare una notizia che credo rilevante per chi ha le mestruazioni (le ha avute o le avrà), ma anche per gli altri. Fem-camp docet.
Leggo stamani sul giornale di ieri (i blog non servono a far cronaca, si sa, il mio sicuramente no) che dall’esperienza dell’Associazione Orlando di Bologna nasce dopo un paio di anni di lavoro un motore di ricerca sensibile al femminile: si chiama la Cercatrice di rete, che non ha certo l’ambizione di sostituirsi a Google, ma intende integrarlo offrendo un filtro che osserva le informazioni in rete da un punto di vista femminile, o è attento alle tematiche del femminile (dalla violenza sulle donne come forma specifica della violenza all’empowerment delle donne attraverso le tecnologie, o tutto il resto che vi viene in mente). Ne parlano Marzia Vaccari e Federica Fabbiani nell’articolo di Francesca Martino. Marzia dice: “i consigli che offre la cercatrice sono tratti da Linguaggio-Donna, un repertorio linguistico messo a punto nel 1991 dai centri di documentazione delle donne, quando il problema era diventare visibili nei cataloghi delle biblioteche e degli archivi, nei quali cercare tematiche femminili per soggetto è un’impresa impossibile”.
Che dire, bisognerà provarlo (è un consiglio), e magari confrontarsi su quello che produce questo modo di cercare al femminile.

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Annette Messager, Secret, 2006

prima prova: se la cercatrice cerca con la chiave “mestruazioni” il risultato di oggi è questo qui. Il primo risultato della ricerca è un articolo del blog Mondodonna sulla pillola che elimina il ciclo, che – coincidenza – coincide con il mio post sul ciclo di cui parlavo all’inizio. Beh, come prima prova son soddisfatta.

memorie démodées

Ho scoperto, ormai due settimane fa, che ci si può associare all’Anpi. Associazione Nazionale Partigiani d’Italia. Anche se non si è stati combattenti. ll motivo, non esplicitato ma evidente, è che a 62 anni dalla Liberazione anche i partigiani più giovani di allora sono ormai ottantenni. La loro memoria, per conservarsi, ha bisogno di essere oggettivata al di fuori dei loro corpi.

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I loro nomi e la loro storia sono raccontati qui, tra loro mi va di ricordare Dante Drusiani, nome di battaglia Tempesta, “nato a Porretta Terme (Bologna) il 24 marzo 1925, fucilato a Sabbiuno di Castelmaggiore (Bologna) il 25 dicembre 1944, operaio, Medaglia d’oro al valor militare alla memoria”. Inseparabile dal compagno Terremoto. A Dante Drusiani è dedicata una scuola dietro casa mia, e con grande piacere ho scoperto che era un partigiano, vedendo il masso con il suo nome nell’ultima visita fatta a Sabbiuno.

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il monumento di Sabbiuno, foto di Garaz presa qui

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questo è il mio blog, in cui scrivo delle COSE che mi toccano e, attraverso di loro, della memoria e della comunicazione. Roberta Bartoletti
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