Archivio per la categoria 'Uncategorized'

memorie in movimento

“Ho l’impressione che si riduca la Ddr sempre più a pochi marchi di prodotti e ad alcuni standard di interpretazione. La situazione era molto più complessa”. Per andare oltre questa immagine stereotipata della ex Germania Orientale sarebbe bello andare a vedere i documentari di Thomas Heise al Festival dei Popoli di Firenze, dove viene presentata tutta l’opera del regista che ha lavorato soprattutto nel teatro (con Heiner Mueller) durante al vita della Ddr, data la censura continua a cui sono stati sottoposti i suoi documentari. In Material (2009), che ha già vinto il Gran Premio al Fid Marseille, racconta la storia tedesca poco prima della caduta del muro.
In attesa del ventennale.

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memoria e calcio armeno

Mi pare sia passata inosservata la partita di calcio tra le nazionali dell’Armenia e della Turchia, che si è tenuta a Instanbul il 14 ottobre scorso. Partita di ritorno di un’ugualmente memorabile partita di andata a Yerevan, l’anno scorso.
Il governo turco continua, dopo quasi un secolo, a negare il genocidio armeno. Semmai si trattò di pulizia etnica, dicono alcuni. Questa partita non è una partita qualunque, tanto che ha suscitato proteste di alcuni armeni, che vi hanno visto un segno di resa. Ma forse è l’inizio di una nuova fase nei rapporti tra i due paesi. Che qualche giorno fa hanno siglato un accordo nella civilissima Zurigo.
Sul genocidio armeno è stato realizzato un museo nella capitale armena, che ha faticosamente raccolto pezzi di storie dimenticate. Dopo il viaggio in Armenia ho voluto rivedere il film Ararat di Egoyan dedicato al genocidio, con il franco-armeno Aznavour come protagonista, che ha confermato la difficoltà di raccontare senza retorica una tragedia così immensa. Ora mi guarderò il film di Guédiguian, armeno-marsigliese, mai distribuito in Italia: Voyage en Arménie.

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il monte Ararat visto dall’Armenia

oh such a perfect day!

proteggete il vostro nome

potrebbe accadere un giorno, che qualcuno vi telefona e vi dice che non vi potete più chiamare Roberta perchè una sedicente organizzazione ha registrato il marchio “Roberta”, per chiamare così una sua iniziativa. Ma Roberta è un nome, non un marchio. Possiamo depositare e sottrarre agli altri le parole con cui diamo senso e ordine alla nostra vita nel mondo?

Se depositavo il nome “Roberta” negli anni Ottanta, magari potevo impedire un suo uso commerciale? Tutela a senso unico. Misteri del copy right, che in queste derive non mi pare nè giusto nè destro.

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Ricordando Izzo e Marseille a file urbani. ora. Con du pain e du vin.

(scaricabile qui tra un po’)

burning dresses

Povero blog, supertrascurato. Mea culpa.
Nell’ultimo mese mi sono sentita un animale da convegno, un po’ mio malgrado. E non ho restituito nulla di quel che ho imparato. Inizio qua.

A inizio maggio ho presentato per la prima volta la ricerca che sto facendo sulla moda critica ed etica in Second Life, con l’aiuto imprescindibile della Second stilista Ginevra Lancaster. Il progetto prevede una fase di sfondo di ricognizione di esperienze significative di moda critica in Sl, interviste a stilisti italiani e stranieri, e dopo questo primo sforzo è in progetto la realizzazione di una sfilata in Second Life. Pensavamo di farcela entro l’estate, ma credo che sarà più avanti, e ne daremo notizia qui, come promesso ai partecipanti al workshop di Milano.

Tra le esperienze più significative che abbiamo trovato devo segnalare il lavoro per me fantastico di Cutea Benelli, stilista tedesca che usa le possibilità creative del mondo metaforico per fare critica e ironia su tematiche cruciali della prima vita, dall’anoressia alla guerra fino alla crisi finanziaria.

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Venture Capital Dress, by Cutea Benelli

Per vedere altri esempi di quello che credo siano esperienze di moda critica in Second Life vi segnalo il gruppo di immagini in Flickr che ho attivato e che immeritatamente amministro, vi invito ad iscrivervi se vi interessa il tema:
Gruppo Flickr “Critical Fashion in Second Life”

vi sono già segnalati alcuni esempi di abiti e stilisti, e qui continueremo a segnalarne.

dominio maschile

in questi giorni questo paese mi fa più rivoltare del solito. è un malessere fisico, uno schifo, proprio. non ho tempo per scrivere e argomentare, ma almeno questo lo dovevo scrivere.

Al top della vergogna la recente copertina di un giornale che si dichiara libero ma è il peggior servo dei servi. Giullare e servo. Altro che uomini o caporali.

tre

inizia il terzo anno di questo blog, ormai le fasce si sono consumate, servono vestiti da bambini grandi ;)

lingue ancestrali

A Parigi è in corso una non tanto bella mostra dal bellissimo titolo e su un affascinante tema: Terre natale. Ailleurs commence ici (Terra natale. L’altrove comincia qui). A cura del filosofo Paul Virilio e del fotografo Raymond Depardon.
Sono andata perché il decennale lavoro fotografico di Depardon sulla cultura rurale francese, sui paysans, mi affascina molto, e ha creato aspettative che sono state abbondantemente deluse.
La precedente mostra di Virilio, sempre alla Fondazione Cartier nel 2003, era stata un’esperienza significativa, nulla a che fare con questa seconda.
Terre natale si articola su tre lavori, due di Depardon -Donner la parole e Tour du monde en 14 jours - e uno di Virilio insieme a un collettivo di artisti. Parlo solo di Depardon, che è quello che mi ha irritato di più, sperando di ricordare le parole adatte a descrivere il mio disappunto. In Donner la parole Depardon ha costruito una serie di video dedicati a lingue in via di scomparsa, a causa della progressiva scomparsa dei popoli in cui sono incarnate: lingua quecha e mapuche degli indios del contintente sudamericano, ma anche lo stesso patois del sud della Francia. L’idea mi pareva fantastica – il tema sarebbe il radicamento nella lingua -, ma ne risulta uno sguardo osceno su mondi in via di scomparsa. Resta il valore delle parole (comprensibili dai sottotitoli) degli indios, dei contadini, degli isolani, che ci fanno capire come queste lingue ancestrali radicate alla terra non siano solo un patrimonio folclorico, ma un patrimonio di significati, sono le parole di un senso della vita che non si può esprimere altrimenti. E che scomparirà con i loro ultimi parlanti.

bandiera rossa e blu la trionferà!

almeno quella :)

Ritornano le conversazioni dal basso

E’ ormai un appuntamento fisso, a Pesaro in primavera e a Urbino in autunno.
Domani 9 maggio, dalle ore 10, docenti e studenti dei corsi di laurea in comunicazione dell’Università di Urbino (facoltà di sociologia) conversano con blogger ed esperti di social media. Alcuni di questi blogger sono giornalisti, come Massimo Russo, ormai membro dello staff delle conversazioni dal basso, e Vittorio Zambardino, che abbiamo voluto invitare a tutti i costi, insistendo anche un po’ ;) , perchè ci parlasse del suo bilancio dell’esperienza di Netmonitor, che abbiamo seguito con passione e divertimento, e che ci è sembrata molto positiva. E molto coraggiosa, ho già avuto modo di scrivere qui. Nella conversazione dedicata al rapporto tra classici media di informazione e social media in relazione all’ultima campagna elettorale italiana oltre a me, loro e agli studenti Thomas ed Edoardo saranno protagonisti Nicola Mattina e Antonella Napolitano, consulenti di comunicazione e social media che hanno lavorato al progetto del Sole24ore, 10 domande.
Che dire: vi aspettiamo!

il mio 25 aprile in Second life

Capita che passando tanto tempo in sl anche quel luogo si meriti di assumere colore, significati profondi. E possa diventare luogo di affermazione di valori, un luogo dove cantare urlando. Come è nato il progetto Mondine in Second Life, a partire dalle mondine in rl, lo racconta Elena qui. Ne sottolineano significati ed emozioni Giovanni e Fabio. Io non ho fatto granchè, ho solo guardato e mondato il riso. Ma sono contenta di essere stata presente a questo atto fondativo, della costruzione della risaia.

Si può aderire al gruppo se si condivide il progetto, che nei prossimi giorni evolverà con il contributo di tanti. Vi aspettiamo numerose/i, sia nella prima che nella seconda vita. Sia a casa Cervi che nella risaia sospesa in una sky box nella land di Genesi Italia. Grazie a tutti.

Aggiornamento
: per visitare la risaia delle mondine in Sl andate qui.

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about the blog

questo è il mio blog, in cui scrivo delle COSE che mi toccano e, attraverso di loro, della memoria e della comunicazione. Roberta Bartoletti
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