memoria di me: diari o blog?

Cosa rimane delle memorie vissute? diari, lettere, autobiografie, memorie, post-it… Da tempo a queste memorie minute è stata riconosciuta dignità, non solo dagli storici, quelli della tradizione di Bloch e gli stessi esponenti della storia orale. Può quindi capitare di trovare sulla carta geografica una Città del diario, dove da oltre 20 anni si sperimenta la costruzione di una “banca della memoria”. A Pieve Santo Stefano, nel centro dell’Appennino, si stanno sedimentando negli anni queste memorie vissute, organizzate attraverso un archivio. Non è un’esperienza unica in Italia, altri esempi di attenzione alle memorie autobiografiche dal basso possono essere rintracciati, e forse ne racconteremo qui.
Queste memorie acquisiscono dignità, attraverso questi Archivi, e raccolgono l’attenzione di studiosi o di semplici lettori e ascoltatori.
Quanto di un diario autobiografico c’è in un blog? in altre parole: quanti vissuti sono raccontati in un blog, e quanta informazione?

4 Responses to “memoria di me: diari o blog?”


  1. 2 fabio marzo 15, 2007 alle 12:12 pm

    Sull’archivio:
    Consulto il mio archivio e leggo:

    L’archivio è un meccanismo di relazioni.
    L’archivio è un dispositivo.
    Come il blog.

    Le domande relative ad un archivio:
    Cosa trovo in un A, come si accede in un A, come si classifica un archivio, come si corregge un A, cosa domandare all’A, dove lo tieni l’A, come hai organizzato l’A, dove lo contieni l’A, la geografia dell’A, come leggere un A, neutralità dell’A, orientarsi nell’A, muoversi nell’A, la road-map dell’A, le relazioni tra le voci dell’A, il criterio dell’A, cosa costruisce dentro di se l’A, l’A è una riserva, l’A è una risorsa il silenzio degli A, lasciare traccia nell’A, sottrarre all’A, che forma ha l’A … fatti il tuo archivio.

    Lacuna, lapsus, menzogna, silenzio, e stupore minano l’archivio.

    Vedi alla voce Lacuna:

    Assenza
    Smarrimento
    Parzialmente rovinato
    Residuo
    Rimanenza
    Baco
    Resto
    Mancante
    Dimenticato
    Rifiuto
    Fuori catalogo
    Fuori dal pensiero
    Documentazione incompleta
    Dimenticanza
    Amnesia
    Buco
    Scarto
    Dispersione
    Buchi neri: lacune apparenti – la mancanza attira l’attenzione
    Il parallelo

    Le macchie bianche delle mappe

    Vai alla voce:…

    Conclusione:
    l’archivio di ognuno di noi è dentro le nostre teste. C’e’ sempre bisogno di uno specchio dove poter porre e dove poter disporre. Il pensiero tende alla semplificazione. Il blog è un archivio fatto di più specchi dove più archivi-pensieri si incontrano. La prima informazione è l’incontro.

  2. 3 Roberta Bartoletti marzo 15, 2007 alle 9:05 pm

    l’archivio di cui parla fabio è anzitutto un archivio interiore (ha che fare con il senso, con l’ordine che diamo alle cose)
    se il blog è un archivio è un modo di dare ordine e quindi senso alle cose – idee, pensieri, relazioni, immagini…

    se il blog è un dispositivo (e se non sbaglio fabio pensa a Foucault e Agamben, ma dovrebbe confermare lui) il blog produce ordine, produce senso e relazioni non solo per chi l’ha creato, ma anche e soprattutto per tutti coloro che lo attraversano.

  3. 4 fabio marzo 18, 2007 alle 11:40 pm

    confermo penso anche a loro ma anche a George Perec,Pensare/classificare, Rizzoli, Milano 1989


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