memoria di madre

In Argentina le sparizioni iniziarono tra il 1974 e il 1975, erano già 600 i desaparecidos quando nel 1976 si insediò la dittatura militare (1976-1983). Stanche di non trovare risposta, di non sapere che fine avevano fatto i loro figli, un giorno le madri dei desaparecidos decisero di andare in piazza, nella piazza centrale di Buenos Aires, nella piazza del potere: la Plaza de Mayo.
Ricordano le madri: “y así fuimos por primera vez un sábado. Nos dimos cuenta que no nos veía nadie, que no tenía ningún sentido. Era un 30 de abril. Decidimos volver a la otra semana un viernes. Y a la otra semana decidimos ir el jueves”. Era il 30 aprile 1977, e da quel giorno ogni giovedì le madri si trovano in quella piazza, a ricordare i loro figli, a farli rinascere, a chiedere giustizia per gli oltre 30.000 scomparsi. E insieme alle madri, le nonne, alla ricerca dei nipoti “rubati”.

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Grazie al quotidiano che ricorda oggi, primo maggio, questo anniversario, questa storia ben lontana dall’essere conclusa: è infatti solo di pochi giorni fa la notizia che la grazia concessa nel 1990 dall’allora presidente argentino Menem al generale Videla è stata annullata, e Videla dovrà (finalmente) tornare a scontare l’ergastolo, così come l’ammiraglio Massera.

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