verso sud/consumo e memoria

Non ho abbandonato il blog, semplicemente non sono mai riuscita a scrivere in questi giorni, causa le girovagazioni per convegni.
Ieri ho seguito i lavori del convegno su Media, memoria e discorso pubblico alla Facoltà di Sociologia dell’Università di Napoli. Ho partecipato al workshop coordinato da Roberta Paltrinieri ed Emanuela Mora sui consumi come media nella costruzione dell’arena pubblica, con una relazione su Consumi di memoria, identità e discorso pubblico: il caso esemplare dell’Ostalgia, il cui abstract è scaricabile insieme agli altri qui. Dalle relazioni ed esplicitamente dal dibattito che è seguito (a cui ha contribuito anche Alberto Marinelli) è emerso chiaramente come il consumo possa e debba essere considerato una pratica dal basso, che produce senso, senso che non può essere confinato a quella che tradizionalmente è stata definita la sfera privata, come grandi antropologi come Mary Douglas ci hanno (fra gli altri) insegnato.


foto di roberta bartoletti

Il rapporto tra consumo e memoria dalla prospettiva dei singoli può infatti essere osservato in questo modo. Nel caso della Ostalgia, lo sguardo nostalgico dei tedeschi orientali verso gli oggetti della loro vita quotidiana nella Ddr esprime una memoria collettiva in dissonanza con la memoria culturale ufficiale della Germania riunificata e delle sue istituzioni, politiche e culturali. Supportate dal mercato e dai media, queste memorie individuali e collettive dal basso chiedono, attraverso gli oggetti e le pratiche di consumo, di essere riconosciute, ascoltate e rispettate.

PS: lo sapevate che il sindaco attuale di Napoli (donna) ha voluto un Assessorato alla Memoria della città? Si occupa di archivi e dell’identità della città.

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2 Responses to “verso sud/consumo e memoria”


  1. 1 Roberta Bartoletti giugno 22, 2007 alle 7:02 pm

    credo che anche Napoli sia in Europa, va allora aggiunta un’altra tappa al LaRiCA european tour, a cui sono miracolosamente sopravvissuta…

  2. 2 gabriele agosto 7, 2008 alle 2:59 pm

    stamattina, durante la mia osservazione “osservante” al mercatino dell’usato ho trovato, su un banchetto, qualcosa che sono sicuro avrebbe colpito anche te. una maglietta rossa, assolutamente nuova, con la scritta “vuoi vedere che l’italia migliora” (senza punto interrogativo) e il simbolo di rifondazione comunista.
    un auspicio, forse non una certezza. ma come poi siano andate le cose lo sappiamo bene, purtroppo. e sappiamo altrettanto bene come rifondazione, dopo essersi ridimensionata, si sia arroccata e frantumata. speriamo che la sinistra sia in grado di ricominciare una nuova vita, come ha tentato di fare quella maglietta rossa. e di ridare speranze all’italia.
    buone vacanze.


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