dimenticare l’Iraq

Pensavo che a Londra avrei trovato molti libri sulla fotografia contemporanea. Forse avevo troppo poco tempo. Nella libreria della Serpentine ho trovato finalmente una rivista dedicata alla fotografia contemporanea inglese, che mi sono portata a casa. Sfogliandola ho visto un articolo dedicato a un videoartista che apprezzo molto, Steve McQueen, e al suo lavoro recente intitolato Queen and Country.
Si legge nella recensione che l’artista non ha concepito quest’opera come un memoriale dedicato ai soldati inglesi caduti in Iraq: si tratta di un’opera d’artista, che ha a che fare con la politica della rappresentazione, della memoria, e anche dell’oblio. Soprattutto le reazioni seguite all’apertura della mostra alla Central Library di Manchester (in febbraio) hanno rivelato il rimosso, come è stato scritto sulla stampa inglese e americana. L’ostruzionismo del ministero della Difesa inglese, ostile alla realizzazione dell’opera, ha rivelato l’esistenza di una memoria culturale ufficiale sulla guerra in Iraq che non poteva confrontarsi con la concretezza dei volti degli oltre 100 soldati inglesi caduti. McQueen ha contattato 115 famiglie, di queste 102 hanno risposto e 98 hanno collaborato con l’artista selezionando una immagine privata dei loro cari caduti in guerra (donne e uomini). Ognuna di queste immagini è stata trasformata in un francobollo: l’opera consiste in 98 fogli (inseriti in 49 pannelli estraibili, in sequenza per data di morte) dove ognuna di queste immagini è ripetuta 168 volte.

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Caporale Benjamin Hyde, morto il 24 giugno 2003 all’età di 23 anni

Si tratta di immagini private e intime (a colori), che oggettivano una memoria collettiva viva, scomoda per la memoria ufficiale dello Stato. In ogni francobollo, in alto a destra, il profilo della regina. Ancora una volta la carta e non il marmo o la pietra, un’immagine privata, intima e concreta che si contrappone a una rappresentazione astratta, collettiva e generalizzata: della guerra, delle sue conseguenze concrete.

Queen and Country, visibile alla Central Library di Manchester fino al 14 luglio, da fine mese si sposterà all’Imperial War Museum di Londra, che ha co-commissionato l’opera all’artista insieme al Manchester International Festival.

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2 Responses to “dimenticare l’Iraq”


  1. 1 laurag giugno 24, 2007 alle 7:53 pm

    e come sempre l’operare artistico – performance – attualizza possibilità rimosse e rappresenta il mondo nel mondo.


  1. 1 mediamemorie di guerra « la memoria delle cose Trackback su novembre 3, 2007 alle 5:10 pm

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