che cosa resta di Ustica?

Vestiti recuperati e scarpe, e la carcassa ricostruita di un aereo. Oggetti. Oggetti ri-trovati. Ri-pescati. Ecco quel che resta, delle 81 vittime del Dc9 dell’Itavia abbattuto sui cieli di Ustica 27 anni fa, durante un’azione militare (più di così non ci è consentito sapere, ancora una volta).
L’areo: ricostruito per le indagini in due ripescaggi 3500 metri sotto il mare, è stato riportato a Bologna, dal cui aeroporto era decollato. Il museo della memoria di Ustica che ora lo accoglie inaugurerà finalmente mercoledì 27 giugno, alle 17,30 – come ho anticipato qui. Fa strano, che un reperto di un’indagine giudiziaria, peraltro conclusa fino a un certo punto, possa finire in un museo. “Non potevamo pensare che, finito l’utilizzo giudiziario tutto fosse gettato via. Quell’aereo è l’ultimo luogo che i nostri cari hanno visto e toccato. Era ed è un simbolo della nostra battaglia per la verità”, chiarisce Daria Bonfietti, presidente dell’Associazione dei familiari delle vittime della strage di Ustica, in un’intervista al quotidiano gratuito il Bologna, che ha seguito con grande attenzione questa vicenda.
L’aereo (quel che ne resta, ossia oltre 2000 frammenti ricomposti in forma di aereo) è stato così calato dal cielo nei ristrutturati stabili industriali ottocenteschi, un tempo deposito dell’azienda dei trasporti locali. Oltre all’aereo, e all’intervento di Boltanski, documenti d’archivio e testimonianze fotografiche. E oggetti ritrovati: durante i lavori di allestimento, Boltanski ha visitato i depositi in cui erano conservate le scatole di cartone che contenevano gli oggetti recuperati appartenuti ai passeggeri: Beppe Sebaste sul Venerdì di Repubblica ricorda che “l’artista, turbato, volle subito richiuderle: troppa vita, e troppo nuda; troppa sensibilità in quegli oggetti che occorreva, al contrario, sottrarre allo sguardo, non confondere con la profanazione della finzione e dell’arte”.

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Mi riservo di andare a vedere prima di continuare a raccontare cosa ne è stato di questi oggetti, e di raccontare la mia visione di questo museo della memoria. Il museo si trova nel parco Zucca, informazione utile per chi è di Bologna, come me. Alla Bolognina, storico quartiere operaio della città. All’inizio di via Saliceto, non avete più scuse per non venire. Io ci vado, è oltre un mese che aspetto.

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che cosa resta, foto di roberta bartoletti, 24 giugno 2007

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