memorie indiane/sono un Lakota…

Non so dire a quando risale il mio interesse per gli indiani. I nativi del continente americano, del nord. Forse la loro è la storia di una scomparsa troppo dolorosa, per essere affrontata così, con leggerezza. Va presa con cautela, a piccoli passi.
Per capirlo basta leggere l’autobiografia di Alce nero, raccolta con rispetto da John G. Neihardt negli anni Trenta. Quando lo scrittore andò alla riserva di Pine Ridge per conoscere Alce Nero, il vecchio Sioux, quasi cieco, lo stava aspettando, e gli diede appuntamento per la primaversa successiva: “c’è tanto che dovrei insegnarti. Ciò che io so, mi è stato dato per gli uomini, ed è vero ed è bello. Presto sarò sotto l’erba e tutto ciò andrà perduto. Sei stato inviato per salvarlo, e devi ritornare perchè io te lo possa insegnare”. Così John/Arcobaleno Fiammeggiante torna e raccoglie dalla voce di Alce Nero la storia del grande sogno di un popolo e della sua tragica conclusione, con il massacro di Wounded Knee (Sud Dakota) nel 1890. “Sono un Lakota* della banda degli Ogdala. Il nome di mio padre era Alce nero, e anche suo padre portava questo nome, e il padre di suo padre, perciò sono il quarto dello stesso nome. …”.

alce-nero1.jpg
Alce nero davanti ai Sei Avi nella Tenda dell’Arcobaleno Fiammeggiante (illustrazione di Orso in Piedi)

* con il termine Lakota si distinguono le bande occidentalii degli indiani Dakota, comunemente noti come Sioux, nota Neihardt.

4 Responses to “memorie indiane/sono un Lakota…”


  1. 1 noivoiloro luglio 6, 2007 alle 6:16 pm

    Una piccola nota che forse è un po’ fuori tema…non sono riuscita ad appassionarmi così tanto alla Storia dei nativi americani, ma c’è una cosa che, linguisticamente, proprio non riesco a mandar giù: è una sottigliezza, ma…mi piacerebbe che non fossero più chiamati indiani o indiani d’america…nativi americani credo sia una definizione che mostra più rispetto per le loro radici e l’antichità del loro popolo e delle loro tradizioni.
    Ormai il qui pro quo vespucci/colombiano delle indie al posto del nuvo continente è stato da lungo tempo risolto, perchè ostinarsi a chiamarli indiani?

    Solo una piccola postilla…:-)

    Noivoiloro

  2. 2 noivoiloro luglio 6, 2007 alle 6:23 pm

    Una post-specifica: la postilla non è per l’autrice del blog, è più un mio personale interrogativo sulla questione, di taglio generico-culturale!

    saluti!🙂

    Noivoiloro.

  3. 3 Roberta Bartoletti luglio 7, 2007 alle 11:07 am

    Anche chiamarli nativi americani è parecchio generico, è comunque uno sguardo che generalizza e mette insieme genti molto diverse tra loro, lungo il continente americano, che va dal polo nord al polo sud, per essere precisi. A sud (e al centro) sono precolombiani perchè sostanzialmente li hanno sterminati prima.
    Resta il fatto che “indiani”, nel mio lessico personale e familiare, è una parola molto buona, che mi piace sentire e usare, pur nella sua ridicola imprecisione geografica (su cui concordo). Ma questo non fa altro che confermarci che le classificazioni sono un fatto di potere.

  4. 4 noivoiloro luglio 9, 2007 alle 9:09 am

    Concordo pienamente, purtroppo!


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