consumo e memoria

sto faticosamente tentando di scrivere un articolo. in teoria è già scritto, ma solo in teoria. è tutto nella testa ma non riesce a mettersi in ordine sulla carta. estremo tentativo: anticipare il contenuto sul blog.
devo scrivere un articolo su come il consumo ha un ruolo nella produzione delle biografie individuali (e collettive). è chiaro che c’entra la memoria, la capacità degli oggetti materiali di fissare i significati. un individuo e un gruppo riescono a fissare il senso della loro esistenza grazie a una costellazione di oggetti che in qualche modo li caratterizzano. che li rendono specifici. fin qui niente di nuovo.
la cosa che credo sia interessante è questa: nell’ex Germania Orientale, dopo la caduta del muro di Berlino, la trasformazione dei prodotti della società socialista in merci (o oggetti di consumo nell’accezione occidentale, di mercato) è stato paradossalmente il modo con cui i tedeschi dell’est sono riusciti ad affermare in modo positivo, assertivo, il valore delle loro biografie e della loro identità. ad affermarla in opposizione alle descrizioni delle loro biografie e della loro identità che venivano prodotte a Ovest (e che continuano ad essere prodotte ad ovest, malgrado loro).
credo che questo sia un bell’esempio di uso non proprio ortodosso dei significati e delle logiche più profonde delle merci. anche se non si può nemmeno essere troppo entusiasti. anche se non nega gli aspetti più macroscopici delle trasformazioni della germania orientale e dei paesi dell’est in genere (ho letto cronache preoccupanti sull’Ungheria, recentemente).

trabant_modellino.gif

Letture consigliate, a me innanzitutto (già ordinato in libreria): Vite nuove, romanzo dello scrittore di Dresda Ingo Schulze. Qui un’intervista.

Aggiornamento di inizio 2008: Vite nuove lo sto ancora leggendo, ma l’articolo ho finito di scriverlo da un pezzo. Alla fine si intitola La fabbrica delle memorie ed è pubblicato qui, per chi fosse interessato a leggerlo.

3 Responses to “consumo e memoria”


  1. 1 valentina ottobre 4, 2007 alle 6:11 pm

    e commento pure qua😉
    se ti interessa, con un gruppo di ricerca abbiamo fatto un lavoro sugli oggetti come strumento di narrazione identitaria.
    Abbiamo fatto una ricerca empirica (interviste narrative), chiedendo alle persone di raccontarsi portando una serie di oggetti appartenenti alla propria biografia (il termine oggetti era vago però: anche libri, personaggi, canzoni ecc…). Quindi non è esattamente quello di cui parli, però se pensi che ti possa essere utile dimmelo che ti mando quello che ho, mi fa piacere sapere che lavori ancora su questo tema che secondo me è veramente centrale per la sociologia di oggi.

  2. 2 Roberta Bartoletti ottobre 5, 2007 alle 4:18 pm

    grazie della segnalazione, valentina, certo che mi interessa – ma ci siamo conosciute già, a qualche convegno? aspetto notizie sul tuo lavoro.
    io ci lavoro ancora, approfondendo il legame con la memoria. adesso sto finendo di scrivendo un articolo per la rivista sociologia del lavoro, un numero monografico dedicato ai consumi, che uscirà a breve.

  3. 3 Roberta febbraio 8, 2010 alle 6:37 pm

    Sono incappata in questa pagina

    http://www.jot-down.net/?p=235

    probabilmente conosceva già la notizia, ma mi ha fatto ricordare le nostre lezioni sulla Trabant… Cosa ne diranno i vecchi tedeschi dell’ovest?🙂


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