memorie confuse (lasciamo libero il 25 aprile)

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C’è stato un periodo in cui il 25 aprile – il giorno dedicato al ricordo della Liberazione dal nazifascismo in Italia – è stato messo in discussione: una memoria contesa, dove un evento che qualcuno (tanti) ritengono fondante la Repubblica veniva messo in discussione. No comment. Della serie i revisionismi (questi sì, beceri) sono sempre dietro l’angolo.

Ricordo di una manifestazione a Milano, il 25 aprile, sotto una pioggia battente che mise ko la mia vecchia Nikon. Ricordo di un altro 25 aprile, passato a passeggiare con un gruppo ristretto di ex partigiani sotto le lapidi dei loro compagni uccisi lungo la via Frassinago, camminando e sostando.

Quando ho letto che Beppe Grillo per il secondo V-Day ha scelto il 25 aprile, mi sono veramente irritata. Non ci bastavano i tentati revisionismi, le memorie contese. Adesso dobbiamo fare pure i conti con le memorie confuse. Confondere questa classe/casta politica con i fascisti e i nazisti che hanno devastato l’Europa tra gli anni venti e quaranta del Novecento, mi pare sciocco, superficiale, ridicolo, grottesco, oppure criminale. Lasciate in pace la Resistenza, per piacere. Scegliete un altro giorno per una protesta che ha tutti i diritti di avere uno spazio, un luogo: il suo. Non quello del 25 aprile, giornata per ricordare la liberazione dal nazifascismo in Italia, e tutte le vite che per essa sono andate perdute.

21 Responses to “memorie confuse (lasciamo libero il 25 aprile)”


  1. 1 FG febbraio 2, 2008 alle 9:02 am

    Purtroppo non abbiamo ancora memoria della liberazione dalla casta. Quindi non vedo problema di confusioni🙂

    Brigata Rita Levi Montalcini

  2. 2 Roberta Bartoletti febbraio 2, 2008 alle 12:28 pm

    anche questo è vero, ci pensavo mentre scrivevo.
    sollecitata da FG preciso: il 25 aprile ha già una sua valenza simbolica, molto potente, malgrado i tentativi revisionisti.
    Spostare l’attenzione da quel significato a un’altro (la lotta contro la casta politica attuale), mi pare poco rispettoso per quella storia.
    Inoltre mescola le carte in un modo superficiale (ad essere buoni) se non strumentale (a voler essere cattivi). Il che comunque è molto coerente con la prassi, oggi molto in voga, di dire che tutti i politici, tutti i partiti, ecc. ecc. sono uguali. Ma non credo che si possa affermare che i nazisti e i fascisti che ci hanno portato alla seconda guerra mondiale siano “uguali” a questa classe/casta politica. Che volenti o nolenti, abbiamo eletto noi, da anni, da decenni. Quindi casta, forse, ma molto contingente. Ci sarebbe tanto altro da dire, mi fermo qui.

  3. 3 sensingplace febbraio 2, 2008 alle 12:43 pm

    Se non c’e’ ancora con fusione, come dice FG, sono d’accordo con Roberta: non gliene darei comunque occasione.
    Penso anche io che il 25 Aprile abbia già abbastanza contenuti e motivi di esistere per non diventare anche qualcosa di altro. Quello che non ci ha tolto la casta non ce lo tolga il V-day.

  4. 4 Luca febbraio 2, 2008 alle 3:49 pm

    25 aprile, festa della liberazione. Grillo lavora in superficie, cerca accostamenti facili, similitudini semplificanti. Anche in questo è televisivo. “lo faccia capire agli amici a casa”… “se son tutti socialisti allora a chi rubano”. Sicuro di cogliere qualocosa: in fondo è la festa della liberazione (inutile specificare “dal nazifascismo”). Ed una liberazione vale l’altra. Certo è una memoria confusa. A breve termine. Ma nella descrizione grillica non è il nemico che conta… è la liberazione. Il nemico di turno cambia, lo schema narrativo rimane.

  5. 5 sensingplace febbraio 2, 2008 alle 8:15 pm

    Incastro e cambio di vocale: Lo “schermo” narrativo rimane… questo giustifica tutto?

    Allora perchè non la festa dell’indipendenza (dagli str…) Abbiamo cacciato gli austriaci rifacciamolo con la casta!
    O il natale (Grillo nuovo messia) e chi più ne ha più ne metta.

    Con questo: siamo stati Berlusconianamente abituati a forme becere della pratica politica, se Grillo ha bisogno degli stessi strumenti (ricalcare le emozioni) per spendersi _all’ultimo respiro_ in politica qualcosa (e quanto) mi fa pensare pure lui.

  6. 6 FG febbraio 2, 2008 alle 9:04 pm

    A che serve ricordare il passato se non si può trarre da questo insegnamento per il futuro? Non credo che la necessità di liberarsi dall’occupazione militare di nazisti e fascisti ricapiterà molto presto in Italia. Le forme dell’occupazione si sono fatte più raffinate ed insidiose.

    Comunque aspetterei a dare un giudizio. Sono sicuro che le manifestazioni tradizionali per ricordare i partigiani e la liberazione non saranno certo sostituite dal V-day e mi aspetto che la manifestazione organizzata da Grillo dedicherà ampio spazio al significato simbolico originale della Resistenza.

  7. 7 Roberta Bartoletti febbraio 3, 2008 alle 4:10 pm

    grazie a tutti, per le riflessioni.

    Concordo più o meno su tutto, ma a una condizione: i “problemi di memoria” sono sempre rivelatori, mai casuali, e dovrebbero sempre far pensare, non dovrebbero mai essere sottovalutati (quindi neanche la memoria confusa di cui sopra).
    Sono altamente confortata in questa convinzione dall’articolo di Alessandro Portelli pubblicato sul Manifesto di oggi, a cui dedico infatti il prossimo post.

  8. 8 Thomas Galli febbraio 3, 2008 alle 5:48 pm

    Ho problemi con la memoria.
    Liberatemi.

  9. 9 Roberta Bartoletti febbraio 3, 2008 alle 7:28 pm

    @Galli: spero non sia quella a breve termine, visto che tra 2 giorni hai l’esame

  10. 10 Giulia febbraio 3, 2008 alle 10:20 pm

    Mi inserisco in ritardo in questa discussione. Credo che la vicenda in questione sul 25 aprile possa essere considerata un esempio di un meccanismo tipico della modernità. Un meccanismo del quale ha parlato molto Benjamin: la trasformazione dell’Esperienza – intesa come sapere profondo, radicato nella storia e nella vita delle persone – in esperienze, ovvero eventi dal carattere contingente (insomma, per usare paroloni, dall’Erfahrung all’erlebnis).
    Trasformare il 25 aprile da giornata della liberazione dal nazifascismo a giornata della liberazione da qualsivoglia cosa, significa svuotarla del suo significato originario, profondo. E lo si fa liberandola dalla concretezza delle storie e delle vite di chi vi ha preso parte. Vite che possono essere tranquillamente sostituite da altre, storie che possono essere messe in secondo piano, per lasciare spazio ad altre storie, ad altre liberazioni, a seconda degli interessi del momento, a seconda della molteplicità di esperienze al momento rilevanti.
    Tante liberazioni, cioè nessuna liberazione. E l’Esperienza della Resistenza passa in secondo piano, per lasciare il passo alle esperienze transitorie di chi, ha qualcosa da dire per una volta, per un giorno, senza memoria del passato, se senza nessuna volontà di trasportare una memoria nel futuro.

  11. 11 Luca febbraio 5, 2008 alle 9:08 am

    @sensingplace osservare uno schema/schermo narrativo non significa giustificarlo ne approvarlo.

    Sono molto d’accordo con Giulia. Trovo sinceramente che le metaforre televisive siano le più adatte a descrivere i V-Day. All’interno di queste la Liberazione diventa un format, dove l’Esperienza delle vite viene sostituita da meccanismi di strutturazione del racconto tutto sommato equivalenti. Anche qui non si tratta di approvare o giustificare.

  12. 12 giulia febbraio 5, 2008 alle 9:55 am

    Bene… un buon esempio da fare a lezione😉

    (in ogni caso, anche se non si tratta di approvare o giustificare… io disapprovo :-(… ma ormai le conoscete bene le mie posizioni)

  13. 13 Stefania Antonioni febbraio 5, 2008 alle 7:12 pm

    Ma la casta ne sa una più del diavolo e quindi indice le elezioni probabilmente per 13 aprile, vanificando la possibile portata dell’operazione V-day (o forse no, visto che tanto dal suo punto di vista non cambierà poi molto). Sono ovviamente d’accordo, poi, con la necessità di lasciare il giusto spazio a porzioni di memoria che sono già occupate, semantizzate in un certo modo. Azioni che mirano a risemantizzare queste porzioni di memoria in altro modo mi paiono solo mistificanti, volte ad aggiungere ulteriore confusione rispetto a temi che purtroppo mi paiono già troppo confusi (molto chiaramente rappresentate dalla Cortellesi del “Riparliamone”).
    La battuta di Clinicamente Testato (o forse non si tratta di una battuta !?!) mi pare estremamente illuminante.

  14. 14 MARIKA VALLIERI febbraio 10, 2008 alle 3:24 pm

    Grillo fà spettacolo,è il suo mestiere,critica ma non ha

    proposte nè contenuti,distrae sul momento ma rimane pur se

    sempre una mera distrazione. Rivendichiamo il nostro dirit

    to ai contenuti…il 25 Aprile è parte della nostra storia

  15. 15 masema febbraio 14, 2008 alle 4:09 pm

    Non credo che l’indignazione riservata alla scelta del 25 Aprile per celebrare con Grillo il V2 Day sia del tutto produttiva. Ci si lamenta e ci si preoccupa del fatto che i vertici di un partito cosiddetto democratico si siano “dimenticati” il riferimento ai valori della Resistenza, ci si allarma per gli enormi buchi neri nella memoria collettiva, soprattutto in quella dei giovani e allora ben venga anche questa provocazione, che se non altro svecchierà i soporiferi discorsi celebrativi che ci hanno accompagnato fino a questa deriva. Credo che chiamare tutti a una partecipazione non organizzata dalle segreterie di partito possa essere un modo efficace per mettere in moto delle energie tenute in stand by e tirar fuori anche dalla memoria più imbalsamata l’essenza di un messaggio di libertà alleggerito dal peso dell’ufficialità. Credo che, in fondo, non si debba temere di inquinare con la dissacrazione e l’ironia la pienezza e la forza degli avvenimenti e il loro significato. Non penso che si corra il rischio di confondere la gravità e lo spessore delle vicende legate al fascismo con la nullità delle nostre attuali miserie politiche. Si possono invece onorare il valore e l’insegnamento dell’antifascismo anche attraverso la critica feroce e urlata ai nostri piccoli rappresentanti che stanno a bagnomaria nel conformismo, dimenticano spesso il rispetto dei principi fondamentali della democrazia e utilizzano un linguaggio ingessato che scivola con fastidio sulla pelle delle persone senza toccarle. Sono convinta perciò che la scelta del giorno della Liberazione possa costituire un’opportunità. Verrà offerta a gran parte degli Italiani un’ utile alternativa alle sterili tribune politiche, alle solite rivisitazioni e alle scontate tavole rotonde riservate agli esperti, per riflettere insieme anche sulla pericolosità di certi ritorni di fiamma, forse sottovalutati o elegantemente glissati da chi avrebbe invece avuto il dovere di indignarsi e di proteggere le conquiste democratiche così sofferte.Sarà un altro modo per ricordare, legittimo quanto quelli già codificati. Possono esserci varie strade per costruire, sulla base di un passato da custodire e da rivitalizzare, almeno l’illusione di un futuro meno grigio e nessuna deve arrogarsi la pretesa di essere la più corretta e la più moralmente accettabile. L’importante è continuare il viaggio non solo con la mente ma anche col cuore. Del resto, meglio una memoria confusa che un’assenza di memoria. Dalla prima, almeno, si può sempre sperare di ripartire…

  16. 16 masema febbraio 14, 2008 alle 4:26 pm

    Nel mio commento appena pubblicato non é apparsa la prima parte, che vorrei integrare.
    Mi sento leggermente fuori luogo, oltre che sfasata nei tempi, in questa discussione ad alto livello che ha un pò il sapore di un salotto intellettuale e mi intimidisce, perchè sembra voler escludere i non addetti ai lavori. Voglio però ugualmente esprimere la mia opinione da semplice passante, capitata “per caso” nel suo blog, durante il mio viaggio da neofita dentro la rete.

  17. 17 Roberta Bartoletti febbraio 14, 2008 alle 11:58 pm

    @MASEMA: spero che abbia ragione lei, che possa servire.
    Per quanto mi riguarda, per quanto riguarda la mia sensibilità, avrei preferito scegliessero un’altra data. Tipo il 2 giugno (magari lo faranno per il prossimo V-day). Il 25 aprile, come ricordavo nel post, non è tanto il giorno delle celebrazioni ingessate di partito, quanto piuttosto un giorno in cui uscivano per strada e nelle piazze i partigiani, i pochi sopravissuti, a far sentire le loro voci. Quelle voci, calme e profonde, preferirei ascoltare quel giorno. Almeno finché ci sono. Ma è un problema mio, lo so bene.

    (non trovo né fuori tempo né fuori luogo il suo commento, né credo che si possa fare un salotto intellettuale in un blog, soprattutto non ci tengo, proprio per niente, non è certo questa la mia intenzione)

  18. 18 masema febbraio 15, 2008 alle 9:39 am

    Grazie per la serenità e la pacatezza con cui difende le sue opinioni e il suo desiderio di non far morire nel chiasso il 25 Aprile.
    Trovo il suo blog interessante. Non prenda in considerazione la mia osservazione sul salotto intellettuale! E’ solo un problema mio, e oggi potrei dire esattamente il contrario.

  19. 19 Clockwise marzo 31, 2008 alle 3:40 pm

    Ho scritto oggi, a grandi linee, un pezzo sullo stesso argomento.
    E con le medesime considerazioni, peraltro!😉
    Mi trovo, quindi, necessariamente d’accordo sulla tua posizione.
    In particolare, apprezzo il commento “sagace” di Luca.
    A rileggerti presto.


  1. 1 memorie confuse/2 « la memoria delle cose Trackback su febbraio 7, 2008 alle 12:00 am
  2. 2 ContrariaMENTE - Obnubilazione delle masse Trackback su marzo 31, 2008 alle 4:03 pm

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