Archivio per marzo 2008

non solo memoria

lo so, sto trascurando il blog. questo blog. ma è che in questo periodo mi sono buttata su una nuova ricerca che non capivo, all’inizio, se era un delirio o se mi portava da qualche parte. propendo per la seconda ipotesi. è una ricerca sul consumo in second life. non c’entra granché con la memoria, ho qualche remora a parlarne qui. scherzo.

Se Marx (sì, Karl) fosse atterrato in alcune land, avrebbe forse pensato che Sl è un’immane distesa verticale di merci.

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o un’immane distesa orizzontale di scatole 🙂

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la politica dei blog

Ieri Antonio Sofi era a lezione a Urbino, da Giovanni, a parlare di blog e politica. Non è mio compito né raccontare il seminario, né commentarlo. C’è chi lo farà molto meglio di me.

Voglio solo ricordare una affermazione di Antonio, per me cruciale, che da sola valeva il seminario: scrivere in un blog è un atto politico. Scrivere un blog è politica. Ho sentito che è profondamente vero, per me.

la bio-memoria del mondo

I mormoni conservano gli archivi genealogici in grotte scavate nelle montagne. Gli scienziati norvegesi conservano in grotte di ghiaccio le informazioni sulla biodiversità vegetale del mondo. E’ di qualche giorno fa la notizia dell’inaugurazione ufficiale di quella che è stata metaforicamente chiamata l’Arca di Noè dei semi, gallerie a pochi chilometri dal Polo Nord che conservano i semi delle specie che potrebbero essere distrutti da catastrofi naturali o causate dall’uomo. Non so dove, ho letto che al finanziamento è interessato Bill Gates (la sua fondazione). Non solo lui, leggo qui. Notizia da non sottovalutare.

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maglietta rossa la trionferà

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non è né una minaccia né una previsione politica. è l’inno* della squadra di rugby di Treviso, Tarvisium 69, con cui Marco Paolini apre il suo documentario sul rugby. Inno che, al di là della politica, tutti hanno cantato da quando la squadra è nata, nel lontano 1969. Perché, dice Paolini, “il rugby è più forte della politica”. Uno sport che può piacere se ami la terra, perchè ti ci trovi spesso a contatto, dice una giocatrice di rugby a Paolini. Programma strano, inedito, la cui visione consiglio vivamente. In diretta, visto che è proprio ora su la7. Della serie la tv può essere anche questo.

*Dimenticavo: la musica è ovviamente quella che immaginate.

mi faccio gli auguri da sola?

questo solo per dire che oggi è il secondo giorno del secondo anno di questo blog.

che ieri ha compiuto un anno.

gli antenati di Zapatero

Mentre in Italia alcuni nipoti si dimenticano delle gesta dei loro antenati, Zapatero onora il ricordo di suo nonno, e delle decine, migliaia di repubblicani che hanno lottato nella guerra civile spagnola, e che sono stati perseguitati nei 36 anni della dittatura di Franco.

Del mio unico viaggio nella capitale spagnola, Madrid, il principale ricordo che mi sono portata a casa è quello di aver visitato un paese che sembrava rimasto ibernato all’epoca della guerra contro l’invasione Napoleonica. All’epoca, per intenderci, rappresentata dal celebre quadro di Goya, conservato al Prado. Vedere quel quadro, nel principale museo di Madrid, e uscire nella città, nelle sue strade, nelle sue piazze, era un’esperienza senza soluzione di continuità (non fosse stato per i negozi, gli aperitivi e le strade commerciali). La città tutta unita ricordava la fiera resistenza contro Napoleone, nei monumenti e nei nomi della città. Non un unico riferimento alla guerra civile, la guerra fratricida, la guerra del Novecento che ha portato la Spagna al centro del mondo, che ha portato in Spagna non so quanti volontari, dall’Italia, dalla Francia, fin dal nuovo continente. Anche per questo motivo, lo confesso, Madrid non mi è piaciuta per niente.

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E’ quindi (anche per me) una vera notizia l’approvazione da parte del parlamento spagnolo di una legge che originariamente era chiamata Ley de la Memoria Historica, e che nel travagliato percorso verso l’approvazione si è trasformata nella “Legge attraverso la quale si riconoscono e si ampliano diritti e si stabiliscono misure in favore di coloro che soffrirono persecuzione o violenza durante la guerra civile e la dittatura”. Non è una legge straordinaria, lamentano le associazioni che da sempre di queste vittime e di quei crimini si sono occupati, cercando invano giustizia. Ma è sempre meglio del silenzio che ha fatto parlare, per la Spagna, di un pacto del silencio, e di un pacto del olvido. Oggi, quindi, non è più possibile semplicemente dimenticare.
Rimando al bell’articolo di Maurizio Matteuzzi, che ricorda tra gli altri le parole della scrittrice Almudena Grandes:

“Uno dei più grandi crimini del franchismo è aver provocato uno strappo brutale nella memoria, aver fatto sì che noi nipoti non sapessimo nulla o non potessimo più credere alla vita dei nostri nonni”.

Viva la Spagna, viva Zapatero.


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