“C’è un modo migliore di fare le cose

Alcune di noi lo ricordano”. Così Anne Cameron, in apertura del suo libro Le figlie della donna di rame.
Mi è tornata in mente questa frase – e il suo significato – dopo aver letto del primo summit internazionale delle popolazioni indigene che si è tenuto nella sfortunata isola di Hokkaido, nel nord del Giappone. C’è un modo migliore di fare le cose, mi pare cerchino di dire al mondo le popolazioni indigene raccolte a Hokkaido, ospitati dalla popolazione locale Ainu. Voi ve lo siete dimenticati, noi ce lo ricordiamo, se solo voleste ascoltarci ve lo potremmo insegnare. Rapporto con la natura, con le risorse ambientali come si dice nel mondo occidentale, rapporto con i consumi.
Ne scrive Leonardo Pellegatta su Alias del 30 agosto. Vorrebbe essere il primo di una serie di post sul tema c’è un modo migliore di fare le cose. Così, per iniziare meglio di come si è conclusa la parte precedente della storia.
Bentornati.

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3 Responses to ““C’è un modo migliore di fare le cose”


  1. 2 MARIKA settembre 14, 2008 alle 5:21 pm

    Sì,c’è sempre un modo migliore di fare le cose…e le donne questo lo sanno,perchè là dove metti cuore,anima,saggezza,le cosè assumono sfumature diverse,spesso impensabili prima…Bentornata!!

  2. 3 Vale settembre 17, 2008 alle 1:19 am

    Le donne forti salveranno il mondo, spero.


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