Archive for the 'donne' Category



donne o blogger?

Oggi (pomeriggio) sono stata qui, con giulia, fabio, luca (tutti nel mio blogroll, assolutamente privo di cadaveri) e diversi studenti del lab web 2.0 di fabio. Qualche riflessione su donne e blog ne è venuta fuori, e ne parlerò poi (domani?).

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da flickr

ricordando le madri/Buenos Aires

Così oggi (ieri, giovedì 10 maggio) sono ricordate le madri dei desaparecidos nella Plaza de Mayo, di cui ho parlato qui. Chissà da quando ci sono queste tracce a memoria sul selciato?

plaza_de_mayo.gif una cartolina dalla serie vedutedabuenosaires

Corpi liquidi (pillole per dimenticare/2)

Qualche tempo fa Giulia mi ha raccontato di una pillola che elimina il ciclo mestruale, questa notizia mi è rimasta in un angolo della mente, ha sedimentato, in attesa di trovare connessioni, senso. Così la settimana scorsa questa notizia si è rimessa in moto in connessione con un racconto sulla mitologia femminile. Con una serie di racconti di donne sulle donne.
Il racconto (innescato da Lorenzo) che ha richiamato gli altri è quello dell’archeologa e mitologa Marija Gimbutas, che ha trovato le tracce del mito della grande madre nei suoi scavi sul Neolitico nell’Europa Antica (7000-3000 a.C.). Quello della grande madre è un racconto di nascita, morte e rigenerazione, strettamente legato alla terra.
Mi sono allora ricordata che Anne Cameron, superstite della tribu degli indiani Nootka del Canada, racconta che le donne durante il ciclo mestruale facevano festa per quattro giorni: si allontanavano dal villaggio e si recavano in un luogo sacro, si sedevano sulla terra, che si nutriva del loro sangue. Restituivano il sangue alla terra. Terra e sangue sembrano molto legati, così come sia la terra sia il sangue sembrano legati alla vita. Il periodo del ciclo mestruale era chiamato il tempo della luna.
Questi racconti femminili antichi sono, credo, molto attuali. Attuali e contemporaneamente molto in contrasto con il presente. Parlano di un tempo ciclico, che è soprattuto un tempo qualitativo, intriso di qualità. Parlano di qualità e di valore d’uso: del tempo, della terra, del corpo e dei suoi flussi. In questo caso, del corpo femminile e dei suoi flussi così palesi, difficilmente celabili, difficilmente dimenticabili.
Ma questo solo finchè arriva una pillola che consente di cancellare il ciclo, di ristabilire un ordine indistinto del tempo. Nessun ciclo: un tempo liquido, senza discontinuità, senza rimandi alla qualità del corpo e dei suoi flussi vitali. (ma la liquidità non era una peculiarità del denaro?)
Credo che non dovrebbero preoccuparsene solo le femministe. Fossi in voi me ne preoccuperei, uomo o donna che siate. Del problema se ne occupa fra gli altri Giovanna Chesler, docente di cinema alla University of California di San Diego, con il suo documentario, «Period: the end of menstruation?».
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memoria di madre

In Argentina le sparizioni iniziarono tra il 1974 e il 1975, erano già 600 i desaparecidos quando nel 1976 si insediò la dittatura militare (1976-1983). Stanche di non trovare risposta, di non sapere che fine avevano fatto i loro figli, un giorno le madri dei desaparecidos decisero di andare in piazza, nella piazza centrale di Buenos Aires, nella piazza del potere: la Plaza de Mayo.
Ricordano le madri: “y así fuimos por primera vez un sábado. Nos dimos cuenta que no nos veía nadie, que no tenía ningún sentido. Era un 30 de abril. Decidimos volver a la otra semana un viernes. Y a la otra semana decidimos ir el jueves”. Era il 30 aprile 1977, e da quel giorno ogni giovedì le madri si trovano in quella piazza, a ricordare i loro figli, a farli rinascere, a chiedere giustizia per gli oltre 30.000 scomparsi. E insieme alle madri, le nonne, alla ricerca dei nipoti “rubati”.

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Grazie al quotidiano che ricorda oggi, primo maggio, questo anniversario, questa storia ben lontana dall’essere conclusa: è infatti solo di pochi giorni fa la notizia che la grazia concessa nel 1990 dall’allora presidente argentino Menem al generale Videla è stata annullata, e Videla dovrà (finalmente) tornare a scontare l’ergastolo, così come l’ammiraglio Massera.


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