Archive for the 'donne' Category



una rete al femminile?

Mentre nella blogosfera si parla di cicli mestruali (io rimando a quanto avevo già scritto qui), vorrei sottolineare una notizia che credo rilevante per chi ha le mestruazioni (le ha avute o le avrà), ma anche per gli altri. Fem-camp docet.
Leggo stamani sul giornale di ieri (i blog non servono a far cronaca, si sa, il mio sicuramente no) che dall’esperienza dell’Associazione Orlando di Bologna nasce dopo un paio di anni di lavoro un motore di ricerca sensibile al femminile: si chiama la Cercatrice di rete, che non ha certo l’ambizione di sostituirsi a Google, ma intende integrarlo offrendo un filtro che osserva le informazioni in rete da un punto di vista femminile, o è attento alle tematiche del femminile (dalla violenza sulle donne come forma specifica della violenza all’empowerment delle donne attraverso le tecnologie, o tutto il resto che vi viene in mente). Ne parlano Marzia Vaccari e Federica Fabbiani nell’articolo di Francesca Martino. Marzia dice: “i consigli che offre la cercatrice sono tratti da Linguaggio-Donna, un repertorio linguistico messo a punto nel 1991 dai centri di documentazione delle donne, quando il problema era diventare visibili nei cataloghi delle biblioteche e degli archivi, nei quali cercare tematiche femminili per soggetto è un’impresa impossibile”.
Che dire, bisognerà provarlo (è un consiglio), e magari confrontarsi su quello che produce questo modo di cercare al femminile.

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Annette Messager, Secret, 2006

prima prova: se la cercatrice cerca con la chiave “mestruazioni” il risultato di oggi è questo qui. Il primo risultato della ricerca è un articolo del blog Mondodonna sulla pillola che elimina il ciclo, che – coincidenza – coincide con il mio post sul ciclo di cui parlavo all’inizio. Beh, come prima prova son soddisfatta.

la foto rubata

per me la fotografia è strettamente legata alla memoria. non che questa connessione me la sia inventata io, ovvio. intendo dire che il mio fotografare, e la mia passione per la fotografia, è legato alla potenza della fotografia in relazione alla memoria, in particolare al ricordare.

La signora Dina Zaghi, classe 1930, qualche giorno fa vede inaspettatamente la sua foto in un manifesto politico di un importante partito nazionale. Telefona e precisa che quella foto è del 1948, non del 1954 come dichiarato dall’articolo che accompagna la riproduzione del manifesto, descritto come uno dei più significati del dopoguerra italiano. Lo sa bene, lei, che in quella immagine compare, mentre aspetta l’autobus di ritorno da una manifestazione a Milano. Una foto rubata, di una giovane donna del 1948 con il tricolore in mano. Appena la trovo, la pubblico.

cantare per ricordare/il cantourlato delle mondine

Ieri sera alla festa nazionale dell’Unità, che si tiene quest’anno a Bologna, hanno cantato le mondine di Bentivoglio. Il gruppo di donne, oggi tra i sessanta e gli ottanta anni, così a occhio, rappresenta l’ultima generazione di mondine che hanno lavorato nelle risaie della campagna bolognese, la bassa a nord della città. Trent’anni fa circa, raccontava la mondina Renata all’inizio del concerto, una maestra di scuola elementare di Bentivoglio le invitò perchè raccontassero la loro storia ai bambini, e così comincio la loro avventura, che ha avuto una breve pausa di arresto, ma recentemente si è riattivata. Hanno cantato per due ore – con un’energia da non credere – le loro canzoni di lotta, in parte d’autore e in parte inventate dalle stesse mondine, che nelle risaie non potevano parlare (dovevano lavorare) e allora cantavano, la loro protesta ma anche la loro irriverente giovinezza.
L’occasione non era unica, perchè le mondine di Bentivoglio canteranno in giro anche nei prossimi giorni, e spero che continuino anche l’anno prossimo il loro corso, perchè la loro storia e la loro forza continui a essere cantata. Chi volesse affiancarsi a loro può contattarle all’indirizzo che ho trovato sul cd che raccoglie alcuni loro canti: mondinedibentivoglio@email.it

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le mondine di Bentivoglio

ps: gli antropologi che studiano il consumo ci dicono che trasferiamo significati dalle cose alle persone, a volte gli oggetti servono ad appropriarsi di qualità che culturalmente attribuiamo loro. Immaginate quindi perchè sono tanto fiera di possedere la bicicletta di una mondina di Molinella (e immensamente grata a Gigi che me l’ha regalata), pur essendo sicura di non meritarmela.

Auto-archivio (femminile)

Sarà merito (o colpa) del fem-camp, o dei blogroll rosa, ma mi sono accorta che sarebbe sensato inserire una nuova categoria nella mia lista, una parola non esplicitata ma di fatto molto presente. Che accomuna post che avevo associato alla parola corpo e alla parola comunicazione. Nuovo tag (retroattivo): donne.


Annette Messager, Mes Voeux

blogging for women. l’altro lato della pertinenza?

Sono andata al FemCamp che si è tenuto ieri a Bologna con un pregiudizio, o meglio un sospetto: che si potesse trovare qualche specificità nei blog delle donne, nei blogger/donna. Sono andata per sentire se quest’idea è condivisa, se ha un qualche fondamento, o se è un mio delirio. Anche per imparare qualche trucco tecnico per migliorare il blog, e fare invidia ai colleghi maschi assenti :-).
Per questo mi sono fidata doppiamente del consiglio di Feba e sono andata a sentire la presentazione di Andrea Beggi, dal titolo promettente “Blogging for Ladies: (quasi) tutto quello che una donna avrebbe voluto sapere sui blog e non ha mai pensato di chiedere. Come utilizzare meglio dei maschiacci tutte quelle robe dai nomi strani”. (Aggiornamento: la presentazione di Andrea è stata poi postata qui).
Andrea è partito da un dato oggettivo, che le donne sono marginali nelle classifiche dei blogger, e da un’ipotesi, che questo possa dipendere da una loro (“nostra”) relativa mancanza di strategia e tecnica nel rendersi “visibili”. Da questa doppia considerazione ci ha garbatamente proposto una serie di consigli molto utili, sicuramente.

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sempre da flickr

e idem

Primo dubbio (che ho condiviso durante la relazione con miei vicini di sedia nonché colleghi, Fabio e Giulia): non sono consigli che valgono specificamente per le donne, sono consigli universalmente sensati e utili ai blogger (tra cui: evitate i refusi, rileggete prima di pubblicare – non dico a chi ho pensato, dico solo che è un acronimo di tre lettere, e sta nel mio blogroll e purtroppo è maschio). Dov’è la specificità del blogger/donna, solo in una relativamente maggiore inesperienza?
Secondo dubbio: posto che le donne siano effettivamente marginali nella blogosfera per una loro carenza nel rendersi visibili – partecipano poco dove occorre, non sfruttano al meglio tutti gli strumenti che il web 2.0 mette a disposizione ecc. -, chi ci dice che la visibilità, l’esposizione a tutti i costi siano L’Obiettivo del blogger, e non invece uno dei possibili obiettivi, sicuramente quello dominante, ma non l’unico?
Il mio sospetto è che la blogosfera come ambiente (in autonomia dagli stessi singoli blogger che la animano, maschi o femmine che siano) sia dominata da una logica quantitativa (che è poi la logica della comunicazione) – quantità di contatti, quantità di presenze, quantità di informazioni … – e non qualitativa; è in altre parole informata da una logica espansiva, o estensiva, che mi pare abbastanza omologa a quella del mercato. Da esperti come Andrea, o altri che non conosco ma che vorrei conoscere, posso allora sperare che arrivino consigli per migliorare strategie e tecniche per un blogging meno interessato a rendersi visibile a chiunque a tutti i costi, magari più interessato a trovare e selezionare fonti di informazione di qualità, strumenti di gestione di archivi di dati e immagini pertinenti al progetto su cui spesso un blog nasce, a trovare contatti pertinenti con la propria missione. Chissà se mi sono spiegata. Ringrazio Andrea, che a seguito di questa sollecitazione mi ha dato consigli su come bere dall’idrante senza affogare…

PS: Direi che questo è il secondo dei due post promessi sulle conversazioni dal basso, che ruotano intorno all’idea di pertinenza, di cui ho parlato qui e qui. La logica dominante della blogosfera, della visibilità e dell’esposizione estensiva alla comunicazione, mi pare cozzare con le pretese qualitative del concetto di pertinenza. (Per chi mi conosce: si capisce, spero, cosa c’entra tutto ciò con la memoria).

donne o blogger?

Oggi (pomeriggio) sono stata qui, con giulia, fabio, luca (tutti nel mio blogroll, assolutamente privo di cadaveri) e diversi studenti del lab web 2.0 di fabio. Qualche riflessione su donne e blog ne è venuta fuori, e ne parlerò poi (domani?).

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da flickr

ricordando le madri/Buenos Aires

Così oggi (ieri, giovedì 10 maggio) sono ricordate le madri dei desaparecidos nella Plaza de Mayo, di cui ho parlato qui. Chissà da quando ci sono queste tracce a memoria sul selciato?

plaza_de_mayo.gif una cartolina dalla serie vedutedabuenosaires


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