sulla memoria del corpo

Riprendo qui un tema per me centrale (e quindi destinato a essere ricorrente nel blog), quello del rapporto tra corpo e mente in relazione alla memoria. In un commento al post sulle pillole per dimenticare, (pillole che credo svolgano una funzione di oblio per la mente, e non per il corpo), Milena citava l’idea di un secondo cervello (la pancia) come possibile sede della memoria del corpo. Il tema è tanto vasto e difficile che non può certo esaurirsi così, con un misero post, ma ci tengo a rispondere. L’idea di un secondo cervello non è da trascurare, ma vorrei aggiungere che le neuroscienze, che studiano il cervello e la mente, e quindi la complessa relazione tra processi cognitivi ed emotivi, tra corpo e mente, ci fanno sempre più pensare a un corpo diffusamente in connessione con la mente. Non solo la pancia, ma tutto il corpo è in connessione con la mente: ricordo ad esempio lo studio delle emozioni della biologa Candace B. Pert (della cui scoperta sono debitrice a Giuliano Piazzi), che staziona sulla mia libreria, e che – si legge nell’introduzione – ci fa sospettare l’esistenza di un “cervello mobile”, radicato in tutto il corpo. Sempre più difficile pensare di poter separare la mente (anche solo l’idea della mente) dal corpo, il che ci fa sospettare che la principale terra di conquista oggi non sia tanto la mente, quanto il corpo. E la sua memoria.
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6 Responses to “sulla memoria del corpo”


  1. 1 Fabio aprile 12, 2007 alle 8:15 am

    L’uomo non può non conoscere, apprendere, creare, sviluppare la propria mente se non attraverso il Corpo che è globale sia nel percepire che nell’esprimersi che nell’apprendere. Stefania Guerra Lisi nel suo volume Il racconto del corpo, individua 5 punti che “ricordano” l’atto della nascita ad esempio: la pancia (il distacco-io sono), le clavicole (direzionamento canale vaginale-io voglio), i piedi (puntellarsi per uscire dal grembo-impazienza), la fronte (scontro frontale con il primo ostacolo osseo-ostinazione), il collo (ricerca della via d’uscita con l’oscillazione della testa nello spazio angusto-angustia). Ecco come semplicemente lei associa a cinque punti del corpo, letti come tracce di memoria, non solo una memoria del movimento, meccanica, ma una memoria emotiva del corpo. Il corpo è quindi un libro da leggere e non solo nelle sue componenti “grafiche” (tatoo, piercing che sono azioni che mirano alla presa di coscienza del corpo, alla riappropriazione del corpo e quindi vanno lette sempre in relazione all’Io e all’ambiente). E’, il corpo, il luogo di un diritto: il diritto al proprio carattere, al proprio essere, che è il risultato di stratificazioni di memorie iscritte nel corpo-storia.

    Aggiungo prendendo qua e là: secondo Freud, l’Io è innanzitutto e soprattutto un Io corporeo perchè deriva da sensazioni corporee, principalmente da quelle che scaturiscono dalla superficie del corpo. Pertanto la “corporeità della mente” è dovuta alle immagini sensoriali che ne determinano la soggettiva reattività, previsione, capacità di scelta, associazione ed elaborazione tramite la MEMORIA

  2. 3 Giulia aprile 14, 2007 alle 2:34 pm

    Pillole per dimenticare: pillole che agiscono sulla mente (come quelle di cui parla Roberta), e pillole che agiscono sul corpo, come quelle di cui si parla in questo sito (segnalato oggi sul settimanale La Repubblica delle Donne, in un interessante articolo dal titolo “Donne senza luna”): si tratta della pillola per eliminare completamente il ciclo mestruale. Non è una novità: è semplicemente la derivazione della pillola anticoncezionale che, però, evita persino la scocciatura delle cosiddette finte mestruazioni che ogni mese si presentano. Eppure queste finte mestruazioni, nella progettazione della pillola anticoncezionale, erano state volutamente mantenute… “all’inizio si pensava che le donne avrebbero accettato più serenamente la pillola se avessero avuto una sorta di flusso” – scrive la ginecologa Lesile Miller, ricercatrice impegnata nello studio sulla pillola per eliminare la mestruazioni – “ma oggi – continua – se non si vogliono avere bambini non c’è più alcun motivo di avere una amenorrea”. È come dire che oggi si è pronti a dimenticare una volta per tutte le potenzialità di cui il corpo femminile dispone – potenzialità che, anche se non attivate, esistono.

  3. 6 lasaladeitanti gennaio 22, 2012 alle 7:38 pm

    siete il primo incontro in una ricerca che inizio e che vuole raccogliere informazioni a sostegno di un manifesto dell’innovazione didattica che metta il movimento e l’educazione corporea allo stesso livello di quella mentale, perché attraverso la loro integrazione l’insegnamento-apprendimento guadagni in efficacia, senso, felicità.
    I testi citati nel post sono già un’indicazione di strada da percorrere, ma chiedo il vostro aiuto nell’indirizzarmi meglio.

    So per esperienza (ho gestito per tanti anni laboratori teatrali molto fisici con bambini e adulti) che essere vivi fisicamente rende l’assimilazione di pensieri molto più efficace e intensa, ma ora ho bisogno di studi che mi aiutino teoricamente in questa indagine sull”intelligenza del corpo” sulla centralità delle emozioni negli appuntamenti cognitivi, sull’unità della nostra individualità corporeo-emotiva-intellettuale.
    grazie in anticipo di ogni suggerimento 🙂

    Oliviero


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