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la politica dei blog

Ieri Antonio Sofi era a lezione a Urbino, da Giovanni, a parlare di blog e politica. Non è mio compito né raccontare il seminario, né commentarlo. C’è chi lo farà molto meglio di me.

Voglio solo ricordare una affermazione di Antonio, per me cruciale, che da sola valeva il seminario: scrivere in un blog è un atto politico. Scrivere un blog è politica. Ho sentito che è profondamente vero, per me.

mi faccio gli auguri da sola?

questo solo per dire che oggi è il secondo giorno del secondo anno di questo blog.

che ieri ha compiuto un anno.

cosa ci sto a fare qua

Non mi verrebbe mai in mente di dire di me che sono una blogger, perché non credo che sia questa un’idea vicina al mio essere qua nel mondo, in senso unitario e sintetico intendo… essendo ciò, essere blogger significa per me interrogarmi sul cosa ci sto a fare qua. Ossia perchè scrivo in un mio blog. Colgo quindi con i miei tempi la sollecitazione di Giovanni e tento una risposta, che vale oggi e qui e magari tra 5 minuti sarà già diversa. Premetto che sono ancora molto arrabbiata.

Cosa ti ha spinto a creare un blog?
La curiosità, la voglia di sperimentare un mezzo di espressione e di comunicazione, e la sensazione che fosse ora di concretizzare il desiderio di costruirmi uno spazio personale, anche professionale, in cui parlare del mio lavoro di ricerca.
La curiosità è stata alimentata da un ambiente particolarmente favorevole, ovviamente.

Il tuo primo post?
Il primo era un semplice saluto, il primo post significativo (devo andare a vedere) era su “memoria e corpo”, e ha inaugurato una serie di post successivi sul tema, sulla memoria come problema del corpo, della vita vissuta.

Il post di cui ti vergogni di più
Nessuno.

Il post di cui sei più fiero
Ci sono due categorie di post incomparabili, differenti per qualità: quelli che riguardano innanzitutto me, e che mi permettono di parlare del mondo, e quelli che partono da un evento del mondo per parlare di cose che sento.
Tra i primi, amo molto il post del fruttivendolo, tra i secondi (devo andare a vedere di nuovo)… forse quello sulla pillola per dimenticare (che in realtà sono almeno due: qui e qui). In realtà, sono soddisfatta e affezionata a circa l’80% dei miei articoli, quindi questa selezione è molto forzata.

Ho risposto a tutto, e adesso?

PS: rilancio a lorenzo, che gli altri mi pare siano stati già tutti richiamati

una rete al femminile?

Mentre nella blogosfera si parla di cicli mestruali (io rimando a quanto avevo già scritto qui), vorrei sottolineare una notizia che credo rilevante per chi ha le mestruazioni (le ha avute o le avrà), ma anche per gli altri. Fem-camp docet.
Leggo stamani sul giornale di ieri (i blog non servono a far cronaca, si sa, il mio sicuramente no) che dall’esperienza dell’Associazione Orlando di Bologna nasce dopo un paio di anni di lavoro un motore di ricerca sensibile al femminile: si chiama la Cercatrice di rete, che non ha certo l’ambizione di sostituirsi a Google, ma intende integrarlo offrendo un filtro che osserva le informazioni in rete da un punto di vista femminile, o è attento alle tematiche del femminile (dalla violenza sulle donne come forma specifica della violenza all’empowerment delle donne attraverso le tecnologie, o tutto il resto che vi viene in mente). Ne parlano Marzia Vaccari e Federica Fabbiani nell’articolo di Francesca Martino. Marzia dice: “i consigli che offre la cercatrice sono tratti da Linguaggio-Donna, un repertorio linguistico messo a punto nel 1991 dai centri di documentazione delle donne, quando il problema era diventare visibili nei cataloghi delle biblioteche e degli archivi, nei quali cercare tematiche femminili per soggetto è un’impresa impossibile”.
Che dire, bisognerà provarlo (è un consiglio), e magari confrontarsi su quello che produce questo modo di cercare al femminile.

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Annette Messager, Secret, 2006

prima prova: se la cercatrice cerca con la chiave “mestruazioni” il risultato di oggi è questo qui. Il primo risultato della ricerca è un articolo del blog Mondodonna sulla pillola che elimina il ciclo, che – coincidenza – coincide con il mio post sul ciclo di cui parlavo all’inizio. Beh, come prima prova son soddisfatta.

la festa è finita

ma no, dai! continua ad aprile 2008, me l’ha promesso Fabio.
Ieri si è però conclusa una tappa significativa delle conversazioni dal basso: la caccia al tesoro (difficilissima: non ho potuto giocare perchè condividendo la stanza con Fabio e Luca avevo troppe tracce, mica vero, non ho capito molto neanche adesso). Si è concluso anche il festival con la consegna dei blog awards, altra scommessa: ma evidentemente ci piace fare le cose difficili (candidature dal basso e selezioni dal mezzo).
Il mio bilancio: mi sono divertita molto, durante la caccia al tesoro (basta vedere quante foto ho fatto, ne ho caricate 52 55 su Flickr), soprattutto grazie alla squadra 6, che non ha vinto ma era veramente simpaticissima. L’abbiamo un po’ tallonata, insieme a Lele (che forse si merita una foto di una scarpa per la simpatica compagnia), Massimo e Barbara, come si intuisce da qualche foto.

squadra6_1.gifsquadra6_2.gif

Mi sono divertita anche durante la lettura dei blog candidati, non sempre, ma ho fatto scoperte veramente interessanti: credo continuerò a seguire Elastigirl (che finora non aveva mai vinto, dice, nemmeno un pelouche alla festa dell’Unità), e non mi stupirei di vedere un giorno un bel libro che raccoglie le sue storie quotidiane*. Ho fatto i miei complimenti (per quel che vale) a Gianluca, il cui blog era quello con maggior punteggio nella mia paletta nella categoria azienda e marketing. Dimenticavo le gatte: sempre fierissima dei nostri Kinder, anche quando ormai sono assai cresciuti come loro.
Poi, ho conosciuto o conosciuto meglio persone di cui leggo, più o meno assiduamente, i blog, e questo è sempre bene: in particolare contenta di aver incontrato Valentina, certa che questo è solo l’inizio, e di aver prestato la macchina (fotografica, quella vera) ad Antonio, che se mi manda un indirizzo postale forse riceverà qualche immagine su carta (quella vera).
I ringraziamenti: ha già fatto tutto boccia, io confermo il mio supporto anche per l’edizione prossima, e ho già fatto una piccola proposta. La sfida è quella di continuare a fare le cose seriamente senza prendersi troppo sul serio.

nausea da blog

dopo aver letto oltre 200 blog diversi – mi gira la testa e vedo triplo – mi preparo a tornare a Urbino, per vedere se esistono davvero, ‘sti blogger: e se, oltre a scrivere (ma quanto/i scrivono?!), fanno anche cose normali tipo giocare, mangiare, parlare, ecc.
Domani caccia al tesoro e domenica mattina (ma guarda te se non avevo niente di meglio da fare di domenica) blog awards. tutto per un coniglio (in realtà, 10 conigli). e qualche intervista, mi dicono. io però domani allora faccio la blogger, così almeno mi riposo, rispondo solo alle domande della Gemini. data la faticaccia di questi giorni, ho persino le occhiaie = physique du rôle. e faccio qualche foto, ovvio.

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ps: lo so, post inutile, ma … volevo vendicarmi un po’.

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regala un coniglio parlante…

…e lampeggiante al tuo blogger preferito. Fino al 10 ottobre potete segnalare un blog al festival di Urbino, per informazioni ecc. clicca qui

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Post Scriptum: il festival dei blog di Urbino non è una pataccata né una trovata del marketing, bensì è il secondo momento di riflessione (e gioco) a partire dai blog organizzato dal gruppo di ricerca LaRiCA della facoltà di sociologia dell’Università di Urbino, che segue il workshop di aprile 2007, tutto sotto il nome Conversazioni dal basso. Non si era capito?


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